il racconto dei lavoratori
Gli assunti: «Siamo esasperati» I nuovi colleghi: «Tante falsità»
CASTELNUOVO. Uno degli elementi cruciali all'interno della vertenza Castelfrigo è inerente all’ulteriore allontanamento tra i lavoratori coinvolti. «Abbiamo cercato di mantenere al loro interno un’uni...
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CASTELNUOVO. Uno degli elementi cruciali all'interno della vertenza Castelfrigo è inerente all’ulteriore allontanamento tra i lavoratori coinvolti. «Abbiamo cercato di mantenere al loro interno un’unità, consigliando a tutti di lavorare in quanto vi era il serio rischio che l’azienda chiudesse. Il diritto di sciopero è sacrosanto, ma va anche salvaguardato il diritto di non scioperare», ha detto il sindacalista Donnarumma.
Ma all’incontro di ieri in Cisl erano presenti anche due dipendenti diretti della Castelfrigo, che si sono dichiarati esasperati per quanto sta accadendo: «Siamo stanchi di questa situazione - hanno affermato - C’è una baraccopoli davanti l’azienda e ogni giorno veniamo offesi quando andiamo a lavorare».
A raccontare le condizioni di lavoro in Castelfrigo anche alcuni lavoratori precedentemente soci delle due cooperative appaltatrici e adesso assunti dalla “Sapiens” che hanno però dato una versione diversa rispetto a quanto raccontato dai colleghi che stanno scioperando: «Sono state raccontate tante inesattezze. Non è vero, ad esempio, che non ci lasciavano andare in bagno. Ma essendo in tanti, ed avendo in ditta un solo bagno, è normale che non potevamo assentarci tutti dai nastri su cui lavoravamo e che dovevamo alternarci. Erano i lavoratori, semmai, a non rispettare le regole, gestendo ad esempio le proprie assenze senza comunicare nulla ai dirigenti».
I lavoratori hanno inoltre negato le minacce e i ricatti denunciati dai lavoratori in sciopero, che hanno parlato della figura di Ilia Miltjan, conosciuto come “codino” o “Elio”, da loro definito come il caporale che dava ordini e direttive. «Non abbiamo mai subito minacce da nessuno» e nonostante Miltjan compaia con i lavoratori davanti la ditta in un video girato dalla Gazzetta di Modena il 28 gennaio 2016 i lavoratori affermano: «È vero, Elio veniva spesso in azienda ma ormai non lo vediamo da tre anni».
«Si è tanto parlato di “nuova schiavitù” - ha aggiunto il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta - Il nostro sindacato si è impegnato per l’approvazione della legge sul caporalato ma i lavorati con cui abbiamo collaborato ci hanno comunicato che non hanno avuto sentore di situazioni così gravi».
Ad intervenire sulle denunce degli addetti in sciopero anche il segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale Vittorio Daviddi: «C’è sicuramente una parte di verità in quello che hanno raccontato e non hanno certo inventato nulla, ma credo abbiano esasperato alcune condizioni».(s.d.)
Ma all’incontro di ieri in Cisl erano presenti anche due dipendenti diretti della Castelfrigo, che si sono dichiarati esasperati per quanto sta accadendo: «Siamo stanchi di questa situazione - hanno affermato - C’è una baraccopoli davanti l’azienda e ogni giorno veniamo offesi quando andiamo a lavorare».
A raccontare le condizioni di lavoro in Castelfrigo anche alcuni lavoratori precedentemente soci delle due cooperative appaltatrici e adesso assunti dalla “Sapiens” che hanno però dato una versione diversa rispetto a quanto raccontato dai colleghi che stanno scioperando: «Sono state raccontate tante inesattezze. Non è vero, ad esempio, che non ci lasciavano andare in bagno. Ma essendo in tanti, ed avendo in ditta un solo bagno, è normale che non potevamo assentarci tutti dai nastri su cui lavoravamo e che dovevamo alternarci. Erano i lavoratori, semmai, a non rispettare le regole, gestendo ad esempio le proprie assenze senza comunicare nulla ai dirigenti».
I lavoratori hanno inoltre negato le minacce e i ricatti denunciati dai lavoratori in sciopero, che hanno parlato della figura di Ilia Miltjan, conosciuto come “codino” o “Elio”, da loro definito come il caporale che dava ordini e direttive. «Non abbiamo mai subito minacce da nessuno» e nonostante Miltjan compaia con i lavoratori davanti la ditta in un video girato dalla Gazzetta di Modena il 28 gennaio 2016 i lavoratori affermano: «È vero, Elio veniva spesso in azienda ma ormai non lo vediamo da tre anni».
«Si è tanto parlato di “nuova schiavitù” - ha aggiunto il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta - Il nostro sindacato si è impegnato per l’approvazione della legge sul caporalato ma i lavorati con cui abbiamo collaborato ci hanno comunicato che non hanno avuto sentore di situazioni così gravi».
Ad intervenire sulle denunce degli addetti in sciopero anche il segretario generale della Fai Cisl Emilia Centrale Vittorio Daviddi: «C’è sicuramente una parte di verità in quello che hanno raccontato e non hanno certo inventato nulla, ma credo abbiano esasperato alcune condizioni».(s.d.)
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