«Ho laurea e master: sono inutili»
di Vincenzo Brancatisano
Simona Piras: «Spero nella Giustizia, ma è la politica a non essere all’altezza»
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Una laurea in Scienze Pedagogiche, vari diplomi e master universitari inerenti al mondo scolastico, tra cui la Specializzazione sul sostegno didattico, un Corso di perfezionamento su “Tecniche comportamentali per bambini autistici e DEG”, Master sulla “Psico-pedagogia dei disturbi specifici dell’apprendimento”, un Master sulla “Ludo-glotto-didattica: L2 italiano per stranieri”. È attualmente iscritta ad un Master a Bologna sull’ “Organizzazione delle strutture scolastiche in contesti multiculturali”. Simona Piras è una delle migliaia di maestre che rischiano il posto di ruolo, a seguito della sentenza del Consiglio di Stato.
Professoressa Piras, come è iniziata la sua carriera nella scuola?
«È iniziata subito dopo il diploma con brevi e sporadiche supplenze mentre studiavo all’Università. Trasferitami in provincia di Modena nel 2005, dal 2007 ho avuto le mie prime supplenze annuali nella scuola statale ma grazie alla Riforma Gelmini proprio in quell’anno noi diplomate magistrali siamo stati relegati in terza fascia d’istituto, considerati improvvisamente non abilitati, sebbene la legge ribadisse dal 1998 il valore abilitante del diploma».
Perché ha fatto ricorso e quando?
«Ho fatto ricorso nel 2014, impugnando il bando di riaperture delle graduatorie a esaurimento, avvalendomi del Dpr del 2014 secondo cui il Diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 ha valore abilitante. Motivo? Per ben 7 anni noi diplomati siamo stati inseriti in una graduatoria che ci ha danneggiati e che non ci ha permesso a parità di abilitazione con i colleghi delle primarie graduatorie di merito e dei colleghi di Scienze della formazione primaria di accedere alle Graduatorie e quindi avere la possibilità di usufruire anche noi del doppio canale nelle assunzioni».
Quand’è passata di ruolo?
«Nell’a.s. 2015/2016 sono stata una delle prime a Modena. Sono ”passata di ruolo” dopo che il CdS mi ha inserita con la sua ordinanza n. 503/2015»
Era stata assunta con riserva. Ma era consapevole del del rischio?
«Oggi il rischio di essere fuori dalle Gae e perdere il ruolo sarà valutato dal Tar. Per questo sarebbe stato fondamentale che la politica si fosse assunta l’onere per tempo per non disperdere le valide professionalità che per anni hanno concorso in termini fattivi al progresso della scuola formando intere generazioni e ciò non senza sacrifici personali. Più che il rischio tengo a sottolineare il danno che è stato fatto a me e a molti dei miei colleghi, in quanto essendo di ruolo, seppur con riserva, non ci è stato permesso dal sistema informatico del Miur di poter accedere alla piattaforma e partecipare al Concorso del 2016. Il Miur sapeva della situazione precaria, ci ha inseriti di ruolo fino a sentenza di merito, cosa costava dare la possibilità di partecipare al concorso a chi era nella mia situazione? Cosa avremmo dovuto fare? Un altro ricorso?»
Con quale stato d’animo si affronta questa situazione ?
«Nonostante tutto sono fiduciosa. Ho fiducia nella giustizia, ma credo sia arrivato il momento che la politica adotti i giusti interventi risolutivi per il bene di tutti».
Rimane la mobilitazione
«Già. Oltre a continuare a svolgere con serietà e continua preparazione il lavoro che amo, ovvero insegnare. Sicuramente ci si sta mobilitando. Si continuerà fuori dalle aule di tribunale, nelle piazze lunedì, con il sostegno di altri lavoratori della scuola, sciopereremo. Si prevedono iniziative e manifestazioni in contemporanea in diverse città da Roma (Miur) e nei vari Usr. A Bologna è stato richiesto un colloquio con il Direttore Generale dell’Usr, si è autorizzati al presidio dell’Ufficio Scolastico Regionale con il sostegno dell’Associazione Sindacale Politeia e Cub. Si sciopererà non contro la Sentenza della Plenaria ma per il mancato risolutivo interessamento della politica: è evidente la necessità di raggiungere delle conclusioni valide in tempi brevi».
Professoressa Piras, come è iniziata la sua carriera nella scuola?
«È iniziata subito dopo il diploma con brevi e sporadiche supplenze mentre studiavo all’Università. Trasferitami in provincia di Modena nel 2005, dal 2007 ho avuto le mie prime supplenze annuali nella scuola statale ma grazie alla Riforma Gelmini proprio in quell’anno noi diplomate magistrali siamo stati relegati in terza fascia d’istituto, considerati improvvisamente non abilitati, sebbene la legge ribadisse dal 1998 il valore abilitante del diploma».
Perché ha fatto ricorso e quando?
«Ho fatto ricorso nel 2014, impugnando il bando di riaperture delle graduatorie a esaurimento, avvalendomi del Dpr del 2014 secondo cui il Diploma magistrale conseguito entro l’a.s. 2001/2002 ha valore abilitante. Motivo? Per ben 7 anni noi diplomati siamo stati inseriti in una graduatoria che ci ha danneggiati e che non ci ha permesso a parità di abilitazione con i colleghi delle primarie graduatorie di merito e dei colleghi di Scienze della formazione primaria di accedere alle Graduatorie e quindi avere la possibilità di usufruire anche noi del doppio canale nelle assunzioni».
Quand’è passata di ruolo?
«Nell’a.s. 2015/2016 sono stata una delle prime a Modena. Sono ”passata di ruolo” dopo che il CdS mi ha inserita con la sua ordinanza n. 503/2015»
Era stata assunta con riserva. Ma era consapevole del del rischio?
«Oggi il rischio di essere fuori dalle Gae e perdere il ruolo sarà valutato dal Tar. Per questo sarebbe stato fondamentale che la politica si fosse assunta l’onere per tempo per non disperdere le valide professionalità che per anni hanno concorso in termini fattivi al progresso della scuola formando intere generazioni e ciò non senza sacrifici personali. Più che il rischio tengo a sottolineare il danno che è stato fatto a me e a molti dei miei colleghi, in quanto essendo di ruolo, seppur con riserva, non ci è stato permesso dal sistema informatico del Miur di poter accedere alla piattaforma e partecipare al Concorso del 2016. Il Miur sapeva della situazione precaria, ci ha inseriti di ruolo fino a sentenza di merito, cosa costava dare la possibilità di partecipare al concorso a chi era nella mia situazione? Cosa avremmo dovuto fare? Un altro ricorso?»
Con quale stato d’animo si affronta questa situazione ?
«Nonostante tutto sono fiduciosa. Ho fiducia nella giustizia, ma credo sia arrivato il momento che la politica adotti i giusti interventi risolutivi per il bene di tutti».
Rimane la mobilitazione
«Già. Oltre a continuare a svolgere con serietà e continua preparazione il lavoro che amo, ovvero insegnare. Sicuramente ci si sta mobilitando. Si continuerà fuori dalle aule di tribunale, nelle piazze lunedì, con il sostegno di altri lavoratori della scuola, sciopereremo. Si prevedono iniziative e manifestazioni in contemporanea in diverse città da Roma (Miur) e nei vari Usr. A Bologna è stato richiesto un colloquio con il Direttore Generale dell’Usr, si è autorizzati al presidio dell’Ufficio Scolastico Regionale con il sostegno dell’Associazione Sindacale Politeia e Cub. Si sciopererà non contro la Sentenza della Plenaria ma per il mancato risolutivo interessamento della politica: è evidente la necessità di raggiungere delle conclusioni valide in tempi brevi».
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