La cena non è pronta, pesta a sangue la moglie: arrestato
Maranello. Presa a cazzotti in cucina davanti ai figli piccoli È scappata in una ditta vicina chiedendo aiuti ai carabinieri
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MARANELLO. Un uomo violento, che non si faceva scrupolo di picchiare selvaggiamente la moglie davanti ai figli di uno e cinque anni. E la picchiava a mani nude, a suon di cazzotti, in modo becero. Ingiustificabile.
Un comportamento che proseguiva da anni, nascosto sotto il velo dell’omertà e della paura della vittima, quella stessa moglie che dovrebbe, invece, essere oggetto di protezione da parte del marito. E invece era il suo bersaglio preferito. Finché lei, una ragazza marocchina del 1989, non ha preso a due mani il coraggio e, anche spinta dal materno istinto di protezione verso i figli, ha detto basta, chiedendo finalmente aiuto e facendo arrestare il marito violento.
L’ultimo episodio è avvenuto mercoledì, quando nel tardo pomeriggio nell’abitazione di via Trebbo a Maranello, moglie e marito iniziano una lite alla presenza dei due bambini. Lui è furioso, accecato dall’ira perché la cena non è ancora pronta. Prima si sfoga contro le stoviglie, lanciando piatti in cucina e spaccandoli sul pavimento. Poi passa alla moglie. La scaraventa in terra ed inizia a colpirla al volto con dei cazzotti. Lei, seppur in balia dei colpi, cerca di afferrare il cellulare e telefonare al 112, ma il marito glielo impedisce. Dopo qualche minuto la furia dell’uomo si placa e la donna, al contrario delle altre occasioni in cui era stata picchiata, prende il figlio più piccolo, quello di un anno, ed esce di casa per cercare aiuto.
Si presenta a piedi con il bambino in braccio nella sede di una ditta non lontano da casa e racconta tutto. I segni dei colpi sono ben visibili in faccia, tanto che le persone che la soccorrono chiamano immediatamente il 118 e i carabinieri. La donna ha 25 giorni di prognosi, a riprova della ferocia con cui è stata pestata. I carabinieri raccolgono la sua testimonianza e si mettono in caccia del marito, che, però, non è più in casa.
Ha preso l’altro figlio, quello di cinque anni, ed è uscito. I carabinieri lo cercano e finalmente lo trovano poco dopo, mentre con l’automobile stava rientrando in casa. Sulla base delle ferite riportate dalla moglie e della testimonianza, l’uomo, un marocchino classe 1981, viene arrestato immediatamente e portato in carcere. Le accuse nei suoi confronti sono lesioni gravi e maltrattamenti in famiglia.
L’uomo non era noto alle forze dell’ordine, ma è presumibile che le violenze andassero avanti da anni. Ancora una volta, solo il coraggio di denunciare ha potuto fermare un reato che altrimenti sarebbe rimasto nascosto chissà quanto tra le mura domestiche.
Giovanni Balugani
Un comportamento che proseguiva da anni, nascosto sotto il velo dell’omertà e della paura della vittima, quella stessa moglie che dovrebbe, invece, essere oggetto di protezione da parte del marito. E invece era il suo bersaglio preferito. Finché lei, una ragazza marocchina del 1989, non ha preso a due mani il coraggio e, anche spinta dal materno istinto di protezione verso i figli, ha detto basta, chiedendo finalmente aiuto e facendo arrestare il marito violento.
L’ultimo episodio è avvenuto mercoledì, quando nel tardo pomeriggio nell’abitazione di via Trebbo a Maranello, moglie e marito iniziano una lite alla presenza dei due bambini. Lui è furioso, accecato dall’ira perché la cena non è ancora pronta. Prima si sfoga contro le stoviglie, lanciando piatti in cucina e spaccandoli sul pavimento. Poi passa alla moglie. La scaraventa in terra ed inizia a colpirla al volto con dei cazzotti. Lei, seppur in balia dei colpi, cerca di afferrare il cellulare e telefonare al 112, ma il marito glielo impedisce. Dopo qualche minuto la furia dell’uomo si placa e la donna, al contrario delle altre occasioni in cui era stata picchiata, prende il figlio più piccolo, quello di un anno, ed esce di casa per cercare aiuto.
Si presenta a piedi con il bambino in braccio nella sede di una ditta non lontano da casa e racconta tutto. I segni dei colpi sono ben visibili in faccia, tanto che le persone che la soccorrono chiamano immediatamente il 118 e i carabinieri. La donna ha 25 giorni di prognosi, a riprova della ferocia con cui è stata pestata. I carabinieri raccolgono la sua testimonianza e si mettono in caccia del marito, che, però, non è più in casa.
Ha preso l’altro figlio, quello di cinque anni, ed è uscito. I carabinieri lo cercano e finalmente lo trovano poco dopo, mentre con l’automobile stava rientrando in casa. Sulla base delle ferite riportate dalla moglie e della testimonianza, l’uomo, un marocchino classe 1981, viene arrestato immediatamente e portato in carcere. Le accuse nei suoi confronti sono lesioni gravi e maltrattamenti in famiglia.
L’uomo non era noto alle forze dell’ordine, ma è presumibile che le violenze andassero avanti da anni. Ancora una volta, solo il coraggio di denunciare ha potuto fermare un reato che altrimenti sarebbe rimasto nascosto chissà quanto tra le mura domestiche.
Giovanni Balugani
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