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una decina di contestatori 

Ma gli animalisti attaccano: «Sembra la caccia alla volpe»

Ma gli animalisti attaccano: «Sembra la caccia alla volpe»

Alcuni di loro già dalle 6,30 si sono addentrati in quel tratto di terreno che costeggia il Secchia in cui il branco di cinghiali si era insediato. È lì che gli animalisti hanno tentato varie sortite,...

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Alcuni di loro già dalle 6,30 si sono addentrati in quel tratto di terreno che costeggia il Secchia in cui il branco di cinghiali si era insediato. È lì che gli animalisti hanno tentato varie sortite, cercando di eludere il sistema di sorveglianza organizzato dalle forze dell’ordine, che bloccavano le varie vie di accesso. Non solo attivisti delle associazioni, ma anche liberi cittadini. Erano una decina in tutto. «Siamo qua per dare il massimo disturbo nei limiti del possibile», racconta Alessandro Dallari. «Secondo noi è un’azione troglodita. Sembrano le battute di caccia ottocentesche dei lord inglesi: è l’esempio più agghiacciante di ciò che l’umanità può essere. Ovvero riunirsi per ammazzare. Ma l’aspetto più triste è che siamo di fronte ad un’azione legalizzata. Tanto che questa mattina (ieri, ndr) abbiamo perlustrato in lungo e in largo la zona trovandoci di fronte decine e decine di uomini delle forze dell’ordine. Ritengo che anche i cittadini, che magari non sono così sensibili nei confronti degli animali, dovrebbero almeno pensare ai soldi pubblici impiegati. Soldi sottratti ad altre problematiche ambientali ben più gravi dei cinghiali». E secondo Dallari si potevano studiare iniziative differenti: «Nessuno ha la bacchetta magica e può venire qui a spostare 5 o 6 cinghiali e metterli in un ambiente diverso. Se ci si siede tutti a un tavolo e se ne discute è palese che le soluzioni alternative si trovano. Zone dove portare i cinghiali ne esistono. Non sono un tecnico, ma sono certo che l’abbattimento non era l’unica possibilità». «Ieri è stata compiuta la strage - spiega Silvia Pacher del Movimento Animalista - Facendosi scudo delle normative, le autorità hanno sottolineato che il loro ruolo era di puri esecutori. Nonostante la legge preveda che prima di arrivare all'abbattimento degli animali è necessario provare i metodi alternativi previsti dall’Ispra (in questo caso ne è stato provato solo uno, cioè il dissuasore olfattivo) si sentono in regola. D'altronde la direttiva regionale parla chiaro e dà ragione a loro. Per salvare i prossimi cinghiali condannati, ma anche le volpi, i lupi ed altre specie bisogna cambiare le leggi e il Movimento Animalista, una volta entrato nelle istituzioni, si impegnerà in questa impresa. La fauna selvatica va vista come un arricchimento e non come un fastidio». (gib)

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