LA PROPOSTA DI LEGGE DI GIUDITTA PINI (PD)
«Ma quali sacchetti, gratis i preservativi»
«Una legge per la nuova legislatura: i sacchetti rimangono a pagamento però mettiamo gratis i preservativi. Così diamo un giusto prezzo alle cose, che il vero scandalo pagare oltre un euro in media a...
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«Una legge per la nuova legislatura: i sacchetti rimangono a pagamento però mettiamo gratis i preservativi. Così diamo un giusto prezzo alle cose, che il vero scandalo pagare oltre un euro in media a preservativo. Facciamo sesso sicuro e salviamo l'ambiente, così magari vi rilassate anche». A proporla dalla propria pagina Facebook è stata la deputata modenese Pd, Giuditta Pini.
Quella della parlamentare modenese, che è anche vicesegretario del Pd dell'Emilia-Romagna, non è una provocazione. In un post successivo ai tanti che le chiedevano se si trattasse solo di una frase da social, Pini ha infatti chiarito che non è "affatto" una battuta: «Pensate alle migliaia di nuovi casi di infezioni da malattie sessualmente trasmissibili, alle migliaia di rapporti non protetti che ci sono ogni giorno in Italia perchè fare sesso sicuro è 'costoso'. Oltre ai preservativi a carico dello Stato anche la pillola anticoncezionale dovrebbe esserlo, la sicurezza sessuale e la consapevolezza sessuale devono essere le priorità di uno Stato democratico». Per la deputata si tratta di un tema «immenso, i costi sarebbero assolutamente affrontabili, la proposta fattibile. Facciamolo».
Quella della parlamentare modenese, che è anche vicesegretario del Pd dell'Emilia-Romagna, non è una provocazione. In un post successivo ai tanti che le chiedevano se si trattasse solo di una frase da social, Pini ha infatti chiarito che non è "affatto" una battuta: «Pensate alle migliaia di nuovi casi di infezioni da malattie sessualmente trasmissibili, alle migliaia di rapporti non protetti che ci sono ogni giorno in Italia perchè fare sesso sicuro è 'costoso'. Oltre ai preservativi a carico dello Stato anche la pillola anticoncezionale dovrebbe esserlo, la sicurezza sessuale e la consapevolezza sessuale devono essere le priorità di uno Stato democratico». Per la deputata si tratta di un tema «immenso, i costi sarebbero assolutamente affrontabili, la proposta fattibile. Facciamolo».
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