Gazzetta di Modena

Modena

Ospedale di Carpi, quattro reparti evacuati per un incendio misterioso

di Valeria Cammarota
Ospedale di Carpi, quattro reparti evacuati per un incendio misterioso

Tecnico della caldaia lievemente intossicato, pazienti con difficoltà respiratorie Per l’Ausl non c’è mai stato: «Fumo e odore provocati dai sistemi di sicurezza»

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Un fumo dall’odore pungente, acre, di plastica bruciata e tutto il piano terra dell’ospedale Ramazzini è stato evacuato, ieri mattina.

L'allarme è scattato intorno alle 12.20, quando molte delle persone che si trovavano a percorrere i corridoi del piano terra hanno avvertito che qualcosa non andava e, contemporaneamente, si attivava l’allarme antincendio. Nessuna fiamma è divampata, fortunatamente, “solo” fumo proveniente dai sotterranei, dove sono gli spogliatoi degli infermieri e degli operatori socio-sanitari, le caldaie e l’impianto elettrico.

Immediatamente, il personale ospedaliero ha provveduto a sgomberare l’ingresso su via Molinari, invitando i presenti a uscire dalla struttura, rimasta poi a porte chiuse per oltre due ore. Altrettanto è accaduto dalla parte opposta, negli ambienti che dal Pronto Soccorso portano alle scale e agli ascensori, chiusi al pubblico anch’essi.

Dunque, mentre l’ospedale veniva spezzato in tre grossi blocchi parzialmente inaccessibili - il Pronto Soccorso ha continuato il proprio servizio di emergenza - e via Molinari veniva chiusa al traffico, sono intervenuti i vigili del fuoco di Carpi, coadiuvati da due squadre provenienti da Modena.

Un totale di quattro mezzi: insieme, dotati di bombole ad ossigeno e maschere anti-gas, hanno provveduto a ispezionare i sotterranei, colmi di aria irrespirabile, bloccando gli ascensori e impedendo il transito a degenti e visitatori.

In via precauzionale, si è reso necessario procedere all’evacuazione di diversi reparti: medicina d'urgenza, cardiologia, radiologia, dialisi - i cui pazienti sono stati trasferiti nelle stanze del Pronto Soccorso per il tempo necessario a completare le indagini - e pediatria, dato che le esalazioni hanno interessato anche parte dei piani alti, fuoriuscendo dalle canaline.

Nessuno ha subito gravi a seguito dell’incidente, anche se una persona è rimasta lievemente intossicata: un idraulico al lavoro nei locali sottostanti la radiologia.

Le cause dell’incidente non sono ancora del tutto chiare. «Non è stato un incendio ma la sola attivazione, per cause ancora da verificare, del sistema antincendio a provocare il fumo nei sotterranei - è quanto ha affermato l’Ausl qualche ora dopo l’accaduto - Si tratta di sali, non nocivi per la salute, emessi dall’impianto per ridurre l’ossigeno presente nell'aria e, dunque, la possibilità di combustione: questo in un primo momento ha fatto pensare a un incendio, facendo scattare l'intervento dei pompieri, che hanno verificato l’assenza di focolai. Il fumo e il conseguente odore che si sono diffusi per tutto il piano terra hanno reso comunque necessario lo sgombero temporaneo a scopo precauzionale. Tutto è tornato alla normalità nel primo pomeriggio, anche per i cinquanta pazienti interessati dagli spostamenti, in attesa di capire cosa abbia fatto scattare il sistema antincendio».

Nonostante le rassicurazioni dell’Azienda c’è chi, respirata l'aria viziata al piano terra, ha poi accusato mal di testa anche se dotato di mascherina sul viso. Diverse ipotesi, poi, si sono fatte strada lungo i corridoi, da parte dei tecnici al lavoro, ieri mattina: chi parlava di un corto circuito ai danni di un quadro elettrico, chi di un guasto a una delle sei caldaie che, essendo tutte collegate tra loro, avrebbe mandato in tilt tutto il sistema. Si attendono gli ulteriori chiarimenti su quale possa essere stata l’esatta causa delle esalazioni.



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