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Salita al Cimone là dove l’occhio arriva più lontano

di Lorenzo Guerrieri
Salita al Cimone là dove l’occhio arriva più lontano

Una scelta classica dello scialpinismo invernale Il tracciato più frequentato parte da Doccia

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SESTOLA. Il monte Cimone, con i suoi 2165 metri sul livello del mare, è la montagna più alta non solo di Modena e dell'Emilia Romagna, ma dell'Appennino Settentrionale. Grazie alla sua posizione strategica e dominante, fin dal passato fu meta di esplorazioni da parte di militari, viaggiatori, geografi e scienziati. È il punto dal quale si vede la massima superficie italiana (40 per cento).

La prima costruzione sulla sua ampia spianata sommitale risale al 1892 con l'inaugurazione di una torre alta 14 metri adibita a rifugio e osservatorio per lo studio della radiazione solare e dei fulmini. Nel 1908 venne costruita la cappella dedicata alla Madonna della Neve, tuttora presente e festeggiata il 5 agosto di ogni anno con una processione e la celebrazione di una S. Messa in vetta. Verso la fine degli anni Trenta venne poi costruita una piccola casermetta da parte dell'Aeronautica Militare e un rifugio per escursionisti da parte del Cai che però, a causa della guerra imminente, venne in seguito inglobato alle strutture militari ampliatesi poi progressivamente fino a raggiungere le dimensioni odierne.

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Il Camm (Centro Aeronautica Militare di Montagna) che da poco ha festeggiato i suoi 80 anni di attività, opera in vetta al monte Cimone nei campi delle telecomunicazioni e della meteorologia per l'assistenza al volo e per il monitoraggio dell'atmosfera. Oltre alle normali misure meteorologiche, dal 1975 si effettuano misure di ozono, dal 1979 quelle di anidride carbonica con la serie di misure in continuo più lunga in Europa e seconda al mondo solo dopo quella della stazione di Mauna Loa nelle Hawaii e, dal 2015 quelle di un altro importante gas serra, il metano. Dal 2011 il Monte Cimone, grazie anche alle attività della stazione di ricerca 'Ottavio Vittori' dell'ISsac-Cnr di Bologna che opera dal 1996 per lo studio del clima, è inserita tra le 31 stazioni al mondo ritenute di rilevanza globale per lo studio dell'atmosfera all'interno del programma Global Atmosphere Watch dell'Organizzazione Meteorologica Mondiale. Se da un lato quindi la presenza di molteplici antenne e dei vari edifici militari deturpano il panorama della vetta più alta della nostra regione, dall'altro esso rappresenta indubbiamente un fiore all'occhiello del nostro territorio nel campo della ricerca scientifica.

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La salita del monte Cimone rappresenta senza dubbio una classica dello scialpinismo e dell'escursionismo invernale nella nostra provincia; il versante di salita più frequentato è quello meridionale e cioè partendo dalla frazione di Doccia di Fiumalbo, in quanto lontano dagli impianti di risalita e dalle piste del comprensorio sciistico, ma è comunque possibile salire anche dagli altri versanti (Cimoncino, Lago della Ninfa, Le Polle di Riolunato). Nelle giornate serene e con buona visibilità, il panorama dalla vetta è davvero straordinario; non è raro poter vedere il mar Adriatico e il mar Tirreno con le sue isole maggiori (Capraia, Elba e Corsica), il monte Amiata e il Terminillo nell'Appennino Centrale e a nord tutto l'arco alpino, dal Monviso fino alle Dolomiti, passando per il monte Rosa e i gruppi del Bernina e dell'Adamello.

Per chi è alle prime armi o per chi desidera una passeggiata nei boschi con la famiglia, segnaliamo volentieri che nei pressi del Lago della Ninfa è stato creato ad hoc un percorso per ciaspole.

Per informazioni: https://www.cimonesci.it/ciaspolate/.

LA SCHEDA

Distanza da Modena: circa 90 chilometri partendo dalla città.
Dislivello: circa 900 metri di salita per arrivare in vetta.
Punti di appoggio: Agriturismo “Alpe di Sara”, al quale si può telefonare contattando il numero 0536 73816.
Equipaggiamento richiesto: da scialpinismo o con ciaspole verificando bene le condizioni meteo al momento della partenza, è comunque consigliabile avere con sè anche picozza e ramponi in caso di ghiaccio. Set da autosoccorso in valanga (ARTVA, pala e sonda).




 

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