Un nuovo progetto per aiutare i bambini di Chernobyl
Lo scorso 19 dicembre è stato firmato presso il Dipartimento Istruzione della Provincia di Braghin (Bielorussia) il documento di accordo per la realizzazione del “Progetto Eugheny” che vede come...
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Lo scorso 19 dicembre è stato firmato presso il Dipartimento Istruzione della Provincia di Braghin (Bielorussia) il documento di accordo per la realizzazione del “Progetto Eugheny” che vede come proponente l’Associazione Chernobyl di Maranello, Fiorano, Formigine, Onlus che affianca così l’accoglienza dei bambini bielorussi del Progetto Chernobyl con questo importante progetto di cooperazione internazionale che ha come obiettivo l’intervento sul disagio minorile nella Provincia di Braghin.
Il progetto ha come obiettivo principale la riduzione del collocamento in Istituto dei bambini delle famiglie a forte disagio sociale, il sostegno e il miglioramento delle condizioni dei bambini del Priut (orfanotrofio sociale), il sostegno alle famiglie a rischio e alla Casa Famiglia di Braghin. Inoltre la creazione di una rete di famiglie affidatarie e adottive nella provincia.
Il risultato atteso è una forte diminuzione del collocamento in Istituto dei bambini attraverso il potenziamento della rete di sostegno sociale.
Questo progetto è nato dall’esperienza maturata in tanti anni di lavoro dell’Associazione nei territori contaminati da Chernobyl dove sempre più spesso abbiamo incontrato situazioni di degrado e disagio sociale che di fatto è diventato l’effetto collaterale più evidente e preoccupante nella realtà dei villaggi; in questa situazione si innescano con più facilità le derive umane e la prima realtà a risentirne è la famiglia e in particolare i minori che sono i soggetti più deboli.
A loro si rivolge questo progetto intitolato ad un bambino incontrato nel Priut di Asarevici in uno degli ultimi viaggi della delegazione dell’Associazione. Il progetto è nato dalla volontà della nostra Associazione in collaborazione con l’Associazione S. Matteo di Nichelino (To) e ha come partner bielorussi il Dipartimento Istruzione della Provincia di Braghin e la Fondazione Help di Minsk. Un ulteriore grande impegno, anche di risorse economiche, per l’Associazione che continua il percorso di crescita con ulteriori progetti nei territori contaminati che vanno ad affiancare il progetto accoglienza che proseguirà anche nel 2018 con l’arrivo di un altro gruppo di 18 bambini nel mese di luglio per un periodo di vacanze terapeutiche lontano dal loro territorio.
Il progetto ha come obiettivo principale la riduzione del collocamento in Istituto dei bambini delle famiglie a forte disagio sociale, il sostegno e il miglioramento delle condizioni dei bambini del Priut (orfanotrofio sociale), il sostegno alle famiglie a rischio e alla Casa Famiglia di Braghin. Inoltre la creazione di una rete di famiglie affidatarie e adottive nella provincia.
Il risultato atteso è una forte diminuzione del collocamento in Istituto dei bambini attraverso il potenziamento della rete di sostegno sociale.
Questo progetto è nato dall’esperienza maturata in tanti anni di lavoro dell’Associazione nei territori contaminati da Chernobyl dove sempre più spesso abbiamo incontrato situazioni di degrado e disagio sociale che di fatto è diventato l’effetto collaterale più evidente e preoccupante nella realtà dei villaggi; in questa situazione si innescano con più facilità le derive umane e la prima realtà a risentirne è la famiglia e in particolare i minori che sono i soggetti più deboli.
A loro si rivolge questo progetto intitolato ad un bambino incontrato nel Priut di Asarevici in uno degli ultimi viaggi della delegazione dell’Associazione. Il progetto è nato dalla volontà della nostra Associazione in collaborazione con l’Associazione S. Matteo di Nichelino (To) e ha come partner bielorussi il Dipartimento Istruzione della Provincia di Braghin e la Fondazione Help di Minsk. Un ulteriore grande impegno, anche di risorse economiche, per l’Associazione che continua il percorso di crescita con ulteriori progetti nei territori contaminati che vanno ad affiancare il progetto accoglienza che proseguirà anche nel 2018 con l’arrivo di un altro gruppo di 18 bambini nel mese di luglio per un periodo di vacanze terapeutiche lontano dal loro territorio.
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