Gazzetta di Modena

Modena

Cambia vita: gestirà il circolo a Gombola

di Daniele Montanari
Cambia vita: gestirà il circolo a Gombola

Polinago. Un 44enne sassolese sale in paese per riaprire Emanuele Bardelli: «Grazie alla gente, mi sento già a casa»

3 MINUTI DI LETTURA





POLINAGO . Un giovane che prende in mano tutto il discorso, cambiando vita. Un po’ per sfida, ma soprattutto per amore verso la montagna. C’è futuro, immediato e di prospettiva, per il circolo Acli di Gombola “scombussolato” nell’ultimo mese da eventi che avevano portato alla sua chiusura. Come noto, i precedenti responsabili avevano deciso di lasciare in seguito all’episodio del 30 novembre, quando furono multati dalla Finanza per un caffè dato a un militare in borghese (l’attività può essere solo a servizio dei soci). Non tanto il fatto in sé, quanto la sommatoria di questo ad altre difficoltà nel sostenere l’attività in un contesto di montagna, avevano portato i volontari a garantire una riapertura solo fino al 31 dicembre. È scattata la mobilitazione dei soci per trovare qualcun altro che potesse farsi carico di un servizio fondamentale per un posto come Gombola: è l’unico vero luogo di ritrovo del paese, dove sedersi e fare chiacchiere in lunghi pomeriggi e serate. Tanto che la notizia della chiusura aveva gettato nello sconforto molti anziani per i quali, specie d’inverno, questo luogo è l’antidoto alla solitudine.

Ma il circolo di Gombola si distingue anche per la presenza di tanti giovani, che si sono dati da fare per mantenere in vita il posto. E così, di passaparola in passaparola, la voce che si cercava qualcuno è arrivata al 44enne Emanuele Bardelli di Sassuolo, che ha deciso di lanciarsi dando la propria disponibilità al subentro come presidente del circolo. Detto, fatto: ieri alle 18 era già pronto per la riapertura, che sarà poi festeggiata oggi, sempre alle 18, con un rinfresco. Parte con tanta voglia di fare e affetto per il posto: «È stato un po’ anche un ritorno alle origini - spiega - per me che ho i genitori di queste parti: mio papà della borgata di Maranello di Gombola e mia mamma di San Martino, dove ancora vengo tutte le estati. Facevo l’educatore di sostegno a Sassuolo, ma mi sono licenziato in seguito a una circostanza lavorativa che mi ha molto amareggiato. E dopo un periodo di sosta, saputo di questa occasione ho deciso di buttarmi nell’avventura. Ne sono felice, perché in questi giorni ho potuto constatare un senso di appartenenza molto forte qui a Gombola: c’è tutta una comunità che ti fa sentire il sostegno, sembra di essere in una grande famiglia. Anche il presidente uscente ha detto che c’è per qualunque cosa. Questo calore è stato determinante nel lanciarmi: quando non sei solo, cambiano molto le prospettive».

A tal punto da aver già preso in affitto l’appartamentino sopra il circolo, in modo da affrontare meglio gli orari di lavoro: «Non ci ho pensato due volte - dice - perché a me la montagna dà pace. Natura, gente... È molto diverso rispetto alla città».

«Siamo molto contenti di aver potuto riaprire così il circolo - sottolinea il vicepresidente Graziano Rossi - è una realtà imprescindibile per Gombola. Quando un paese è unito, si riescono a trovare queste soluzioni. Ed è una bella notizia in una montagna che continua a spopolarsi, anche perché sempre più penalizzata a livello di tasse e servizi».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google