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«Maestri “fuorilegge”: serve una sanatoria»

«Maestri “fuorilegge”: serve una sanatoria»

Il direttore regionale assicura che la continuità didattica non è a rischio, la Cgil sollecita soluzioni

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«La continuità didattica non è al momento a rischio». Stefano Versari, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale (Usr), interviene così su un tema che ha travolto la scuola. Riguarda circa 43mila docenti in tutta Italia, di cui oltre settecento a Modena e provincia, che hanno ottenuto un diploma magistrale entro il 2002. Un titolo che per il Consiglio di Stato non è valido l’accesso nelle graduatorie a esaurimento (Gae) delle scuole primarie e dell’infanzia. «Per qualsivoglia effetto della sentenza occorrerà attendere la definizione dei contenziosi di merito pendenti - ha aggiunto Versari -. Pertanto, salve eventuali diverse indicazioni dell’amministrazione centrale, il mio ufficio non darà indicazioni per la risoluzione dei contratti in essere, ritenendo doveroso attendere la definizione dei giudizi allo stato non conclusi». I dati forniti dall’Usr mostrano che a Modena si affacciano alla finestra il maggior numero di diplomati magistrali di ruolo: sono 150, contro i 119 di Bologna e i 58 di Reggio (restando sul podio regionale). La cifra modenese costituisce il 27,3% della regione. La percentuale sale al 28,5% se si considerano soltanto i 137 della primaria (su un totale di 480 in tutta l’Emilia Romagna). Per i 13 delle scuole dell’infanzia (su 70 regionali) il valore è del 18,6%. Il conto non è però concluso. Claudio Riso, segretario della funzione scuola della Cgil, ha ricordato che al totale di 150 «vanno aggiunti i circa 570 insegnanti di scuola primaria che hanno avuto un contratto a termine dalle Gae con clausola rescissoria e una parte dei 577 docenti della scuola dell’infanzia inseriti nelle Gae con contratto a tempo determinato con riserva». Una parte di loro sarà a Bologna o a Roma lunedì a manifestare contro la sentenza, rinunciando alla prima giornata di lavoro del nuovo anno. «Occorre garantire per tutti i docenti la possibilità di continuare a inserirsi nelle graduatorie d’istituto - ha aggiunto Riso - perché oggi rischierebbero di essere esclusi da ogni graduatoria». Il segretario della Flc-Cgil domanda anche «una norma ad hoc che permetta di ricomporre i diritti dei docenti a vario titolo interessati al contenzioso in questione». Fondamentale invece evitare «una contrapposizione, inutile e dannosa, tra categorie diverse di lavoratori». Così come serve «un atto di responsabilità della politica». Dal canto suo, il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli ha domandato di evitare ulteriori ricorsi, avvalendosi della facoltà di decidere in piena autonomia. Un punto su cui concorda Riso, che ha chiesto alla politica di «definire con coraggio questa situazione ed evitare di alimentare ancora il meccanismo degli eterni ricorsi e della contrapposizione dei lavoratori». (g.f.)

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