Modena, cani in fuga sbranano due capre
I due cani hanno fatto scempio degli animali mascotte del vivaio “La Minutaria” ai Torrazzi
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MODENA. Una vera e propria esecuzione, senza alcuna possibilità di scampo. È quella che ha visto morire sbranate due caprette che da anni erano le mascotte del vivaio “La Minutaria” di via Nonantolana, all’angolo con via Caurso. A “giustiziare” le due povere bestie, non lupi famelici ma due cani di grosse dimensioni, probabilmente fuggiti o allontanatosi dalla propria residenza. L’episodio si è verificato ieri mattina e per la proprietaria delle due capre è stato un duro colpo. La macabra scoperta, all’arrivo al vivaio, quando Daniela Volpi ha aperto il cancello della sua attività. Era arrivata accompagnata dal proprio cane per iniziare un altro giorno di lavoro a “La Minutaria”, e subito ha compreso che qualcosa non andava. Mancava l’accogliente belato delle sue due capre, custodite nel recinto di fronte alla serra.
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Un luogo di affetto trasformatosi in orrore. Da oltre la rete, infatti, si erano materializzati due cani, entrati nottetempo, verosimilmente scavando e in qualche modo riuscendo ad aprirsi un varco nella recinzione, attirati dai ruminanti all’interno. Per i due “mastini” le capre costituivano una preda facile e accessibile. Quel che è successo dopo è facile da immaginare, per le due capre non c’è stato scampo. E ieri mattina i due cani ancora difendevano il loro bottino, se qualcuno provava ad avvicinarsi.
Il loro aspetto è quello dei molossoidi, della specie dei Corsi (e non Rottweiler come appreso in un primo momento) che non tradiscono apparenti segni di vita selvatica. L’istinto predatorio li ha spinti verso la recinzione. Oltre la rete, decine di metri quadri di spazio, tra acqua, tubi e terra nei quali le capre erano solite aspettare il ritorno della loro padrona. Daniela se ne prendeva cura da tempo.
Aveva iniziato una generazione prima, loro erano gli eredi sopravvissuti dopo una doppia, dolorosa scomparsa. La loro voce s’è udita per l’ultima volta nella notte di ieri, prima del doppio attacco mortale. Assicurato il suo cane, la donna ha chiesto aiuto. Sono comparsi così accalappiacani e veterinari, un’amica del centro Il Pettirosso e due agenti della Polizia Municipale. I primi non hanno avuto vita facile per acchiappare i molossoidi. Uno è stato sedotto con un pezzo di carne per poi essere catturato con un cappio; l’altro ha infierito sul corpo di una capra prima di essere ricondotto a mite consiglio. I due animali sono stati poi trasportati al canile intercomunale, distante poco più di mezzo chilometro. «Non è la prima volta che accade si tratta di cani lasciati liberi dai proprietari, - ha spiegato una volontaria de “Il pettirosso” - Si parla tanto di lupi... In realtà il problema più grosso riguarda i cani. È accaduto di recente a Ravarino e in altri luoghi della provincia Si tratta di cani evidentemente malgestiti». Al centro “Il pettirosso” la verifica del chip per risalire al proprietario, una volta individuato per lui si profila la denuncia con inevitabili sanzioni per la mancata custodia degli animali. Oltre al risarcimento danni. Esami veterinari sono stati condotti sulle carcasse.
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