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Ricostruzione, Cna chiede nuove norme

Ricostruzione, Cna chiede nuove norme

Galavotti: «Sostenere chi rientra, costi e scadenze da dilazionare, subappaltatori senza garanzie»

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«Molto è stato fatto. Rimangono però alcune criticità sulle quali è necessario intervenire, anche perché si tratta di manovre di buon senso e del tutto sostenibili da un punto di vista economico». E’ il commento di Cesare Galavotti, presidente dell’area di Mirandola e vice provinciale di Cna sulla situazione post terremoto nell’area del cratere.

«Innanzitutto c’è il problema del sostegno a quelle imprese che hanno intenzione di ritornare nei centri storici e che non hanno potuto inserire questi costi, in molti casi indeterminabili nei tempi e nelle modalità, nella richiesta di contributi per la delocalizzazione. Ora, non essendoci più la possibilità di richiedere integrazioni a queste domande, si tratta di predisporre misure specifiche per agevolare il rientro delle attività ancora delocalizzate».

Rimane aperto, secondo Cna, il tema della restituzione delle imposte, che si prolungherà sino a giugno 2020. Ad oggi, infatti, basta non pagare una rata per vedersi escusso l’intero importo. L’Associazione chiede invece la possibilità di rientrare nei piani di restituzione garantiti.

«Problematica è la situazione delle imprese subappaltartici di ditte affidatarie di lavori in concordato preventivo o in fallimento, condizione che crea ai fornitori problemi di natura finanziaria che ne mettono in pericolo la stessa sopravvivenza. Il blocco dei pagamenti alle aziende affidatarie dei lavori, infatti, si trasmette alle aziende subappaltartici, spesso le più piccole. È necessario intervenire».

Non vanno poi tralasciati i ritardi nelle procedure previste dalle ordinanze commissariali. «È facile prevedere – osserva Galavotti – che molte imprese, soprattutto del settore agricolo, ma non solo, non riusciranno a rispettare la scadenza ad oggi fissata al 28 febbraio. È necessario evitare che si verifichino blocchi ai lavori di ricostruzione, a revoche dei contributi e, conseguentemente, al moltiplicarsi dei contenziosi prevedendo una proroga per la fine lavori e le rendicontazioni nel settore dell’industria, dell’artigianato e del commercio rispetto ai termini attualmente fissati al 30 giugno e al 15 ottobre».

«Rimangono altre questioni di natura fiscale e di interpretazioni a nostro avviso eccessivamente restrittive delle ordinanze, ma crediamo sia indispensabile intervenire tempestivamente su queste criticità. Questi argomenti saranno al centro degli incontri con i rappresentanti delle forze politiche e con gli amministratori pubblici. Il primo di questi, con l’onorevole del M5S Vittorio Ferraresi, è avvenuto nei giorni scorsi».



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