«Sistemiamo a nostre spese quel che si può»
Mentre aspettano di avere certezze sul proprio futuro, gli inquilini a proprietà indivisa degli alloggi Caser continuano a pagare il canone di godimento e gli interventi di manutenzione degli...
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Mentre aspettano di avere certezze sul proprio futuro, gli inquilini a proprietà indivisa degli alloggi Caser continuano a pagare il canone di godimento e gli interventi di manutenzione degli appartamenti. Questi, in condizioni normali, sarebbero dovuti essere a carico della cooperativa, ma la situazione fallimentare fa sì che solo gli interventi giudicati urgenti vengano finanziati. Spesso, però, si tratta di palazzi costruiti negli anni Settanta o Ottanta, di cui, nel periodo successivo la stessa Caser ha trascurato le condizioni. «In questi giorni stanno facendo l’impianto esterno del gas, che non è mai stato a norma, una bomba a orologeria», dice Luciana Manicardi (in foto), che dal 1986 abita a Casinalbo, in via Pietro Nenni. Il suo condominio presenta anche altre criticità, segnalate da tempo, come marciapiedi e scale dissestate o incuria del verde.
A Castelfranco, sono a proprietà indivisa appartamenti in via Verdi e via Turati, anch’essi bisognosi di manutenzioni: in entrambi i palazzi si denunciano da anni infiltrazioni d’acqua nel tetto, e in via Turati, a spese proprie, si deve mettere spesso mano alla caldaia. «Il tetto è tutto crepato dentro e l’amministratrice di condominio lo sa, ma ha le mani legate dalla vicenda», denuncia la famiglia Avanzi, in via Verdi.
A Modena la situazione non è diversa: in via Mattarella, vicino alla Rotonda, abitano alcune famiglie che raccontano: «Facciamo solo interventi economicamente sostenibili. Abbiamo riverniciato le guaine del tetto da soli. Non possiamo scaricare la caldaia perché non siamo proprietari, ma siamo soci e quindi dobbiamo pagare e il liquidatore incassa lo stipendio». (ev)
A Castelfranco, sono a proprietà indivisa appartamenti in via Verdi e via Turati, anch’essi bisognosi di manutenzioni: in entrambi i palazzi si denunciano da anni infiltrazioni d’acqua nel tetto, e in via Turati, a spese proprie, si deve mettere spesso mano alla caldaia. «Il tetto è tutto crepato dentro e l’amministratrice di condominio lo sa, ma ha le mani legate dalla vicenda», denuncia la famiglia Avanzi, in via Verdi.
A Modena la situazione non è diversa: in via Mattarella, vicino alla Rotonda, abitano alcune famiglie che raccontano: «Facciamo solo interventi economicamente sostenibili. Abbiamo riverniciato le guaine del tetto da soli. Non possiamo scaricare la caldaia perché non siamo proprietari, ma siamo soci e quindi dobbiamo pagare e il liquidatore incassa lo stipendio». (ev)
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