Tavolo sulle carni: per le coop spurie suona il de profundis
di Sara Donatelli
Castelnuovo. Associazioni e politici vogliono voltare pagina Il sindaco: «Episodi diffusi». Befana comunista a Castelfrigo
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CASTELNUOVO. Si è riunito ieri mattina nella sede della Provincia di Modena il tavolo istituzionale sul comparto carni con il Presidente Gian Carlo Muzzarelli, insieme ai rappresentanti delle associazioni di categoria, sindacati, centrali cooperative ed anche i sindaci dei Comuni coinvolti. Il punto di partenza è stata la delicata vertenza Castelfrigo che da mesi vede in sciopero più di 70 lavoratori, mentre i colleghi che hanno proseguito l’attività sono stati da poco assunti, in seguito all’accordo siglato tra la Fai Cisl Emilia Centrale e i dirigenti della Castelfrigo, da un’agenzia interinale che per sei mesi opererà all’interno dell’azienda.
Se per Muzzarelli è giunto il momento di “chiudere la vicenda Castelfrigo avviando il nuovo gruppo di lavoro tecnico per definire un modello produttivo che valorizzi i lavoratori e affronti il tema dei controlli e del rispetto della legalità”, Gianluca Verasani di Legacoop Estense ha invece sottolineato “l’impegno delle nostre coop per riassorbire dei lavoratori della Castelfrigo”.
Il punto centrale della discussione al “Tavolo Carni” è stata la proposta di nuovi strumenti per combattere il fenomeno delle cooperative spurie. «Anche le imprese hanno capito che così non si può andare avanti. Le coop spurie che violano le regole e sfruttano i lavoratori vanno combattute perché la legalità e il valore del lavoro vengono prima di tutto», ha terminato Muzzarelli.
«Bisogna fermare le false cooperative definendo meglio il campo di applicazione dei contratti di lavoro, in modo da assicurare ai dipendenti delle coop le stesse condizioni di quelli delle aziende committenti», ha ribadito il segretario della Cisl Emilia Centrale, William Ballotta che ha anche proposto l’istituzione di una scuola di formazione nella macellazione. Uno degli obiettivi del tavolo istituzionale è la creazione di un nuovo modello produttivo che coinvolga tutto il distretto modenese: «Occorre agire subito perché sono presenti situazioni difficili in altre imprese», ha detto il sindaco di Castelnuovo Massimo Paradisi mentre Umberto Costantini, sindaco di Spilamberto, ha proposto l’adesione a un codice etico condiviso sul rispetto della legalità e della qualità del lavoro. Disposta a fare la propria parte anche Confindustria Emilia Area Centro: «La nostra volontà c’è e dalla sigla dell’accordo di luglio in Provincia si stanno facendo passi avanti positivi», ha affermato Simone Gradellini. Manuela Gozzi, segretaria generale Cgil di Modena, ha invece posto l’accento sull’importanza di dare un seguito all’accordo stipulato del 29 dicembre in Regione ribadendo l’importanza della clausola sociale: «È questa la chiave per colpire le coop spurie garantendo anche continuità occupazionale ai lavoratori».
Intanto ieri nel piazzale di Via Allende è arrivata con Rifondazione Comunista la “Befana Comunista” che ha portato il carbone ai dirigenti della Castelfrigo che però non hanno risposto al citofono.
Se per Muzzarelli è giunto il momento di “chiudere la vicenda Castelfrigo avviando il nuovo gruppo di lavoro tecnico per definire un modello produttivo che valorizzi i lavoratori e affronti il tema dei controlli e del rispetto della legalità”, Gianluca Verasani di Legacoop Estense ha invece sottolineato “l’impegno delle nostre coop per riassorbire dei lavoratori della Castelfrigo”.
Il punto centrale della discussione al “Tavolo Carni” è stata la proposta di nuovi strumenti per combattere il fenomeno delle cooperative spurie. «Anche le imprese hanno capito che così non si può andare avanti. Le coop spurie che violano le regole e sfruttano i lavoratori vanno combattute perché la legalità e il valore del lavoro vengono prima di tutto», ha terminato Muzzarelli.
«Bisogna fermare le false cooperative definendo meglio il campo di applicazione dei contratti di lavoro, in modo da assicurare ai dipendenti delle coop le stesse condizioni di quelli delle aziende committenti», ha ribadito il segretario della Cisl Emilia Centrale, William Ballotta che ha anche proposto l’istituzione di una scuola di formazione nella macellazione. Uno degli obiettivi del tavolo istituzionale è la creazione di un nuovo modello produttivo che coinvolga tutto il distretto modenese: «Occorre agire subito perché sono presenti situazioni difficili in altre imprese», ha detto il sindaco di Castelnuovo Massimo Paradisi mentre Umberto Costantini, sindaco di Spilamberto, ha proposto l’adesione a un codice etico condiviso sul rispetto della legalità e della qualità del lavoro. Disposta a fare la propria parte anche Confindustria Emilia Area Centro: «La nostra volontà c’è e dalla sigla dell’accordo di luglio in Provincia si stanno facendo passi avanti positivi», ha affermato Simone Gradellini. Manuela Gozzi, segretaria generale Cgil di Modena, ha invece posto l’accento sull’importanza di dare un seguito all’accordo stipulato del 29 dicembre in Regione ribadendo l’importanza della clausola sociale: «È questa la chiave per colpire le coop spurie garantendo anche continuità occupazionale ai lavoratori».
Intanto ieri nel piazzale di Via Allende è arrivata con Rifondazione Comunista la “Befana Comunista” che ha portato il carbone ai dirigenti della Castelfrigo che però non hanno risposto al citofono.
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