Vignola, in soccorso per i compiti e per le buone relazioni
Il centro Anemos si allarga e propone sei appuntamenti per riflettere «Competenza e comprensione, ma la scuola dovrebbe capire di più»
MODENA. Inizia a gennaio, a Vignola, (in via Trento Trieste 5) il corso di formazione per aiuto compiti organizzato da Adele Baldi e Michela Vandelli del centro Anemos di Maranello. In programma sei appuntamenti curati da vari professionisti: la psicologa e psicoterapauta Giovanna Napolitano il 16 gennaio per “DSA e difficoltà scolastiche. Differenze”. Sara Rosini, logopedista, il 30 gennaio, introduce il tema “Capire il significato dell'errore”. Martedi 13 febbraio si entra nel vivo dei ruoli con la serata dedicata a “Tutor dell'apprendimento e aiuto compiti: differenze di ruolo e collaborazione” a cura di Adele Baldi, tutor dell'apprendimento e DSA Homework tutor e formatrice. Il 27 febbraio si indagano invece gli “Strumenti a bassa e alta tecnologia per un uso consapevole” con Michela Vandelli, tutor dell'apprendimento, esperta di potenziamento delle abilità di base, prerequisiti alla letto-scrittura e strumenti informatici. Il 13 marzo le “relazioni con la famiglia” sono a cura di Barbara Messori, pedagogista clinico e il 27 marzo, serata conclusiva, il tema “l'importanza delle relazioni nel rapporto educativo: studio di casi” è a cura di Adele Baldi e Michela Vandelli. Il corso è a numero chiuso e su prenotazione. Alla fine del corso viene consegnato un attestato di frequenza e l'inserimento nell'albo dei professionisti formati dal Centro Anemos Maranello. Per info e prenotazioni: centroanemosmaranello@gmail.com.
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«Seguiamo, direttamente e indirettamente- spiega Adele Baldi - circa 150 ragazzi, dall’infanzia all’università. Purtroppo le difficoltà sono in aumento... Siamo tutor dell’apprendimento e ci occupiamo di ragazzi di età diverse. Michela, per esempio, si occupa prevalentemente dei “nani”, come li chiama affettuosamente lei ovvero bimbi della scuola primaria e dell'infanzia, altre colleghe esterne, della fascia intermedia (11-13 anni). Io seguo prevalentemente i ragazzi delle superiori e anche dell’università. Individuiamo la criticità, cerchiamo la soluzione, poi, a seconda della difficoltà, o li sproniamo a provarci da soli o deleghiamo il lavoro ad aiuto compiti esterni, formati dal nostro centro. Base di ogni intervento educativo-didattico e nostro principio fondamentale, è la relazione. Relazione tra tutti i soggetti coinvolti, dalla famiglia alla scuola, il cui perno centrale è il ragazzo/a, attorno al quale tutto si muove e converge».
«Sarebbe fondamentale abbassare il carico cognitivo e modificare la didattica sapendo che alla primaria si ha a che fare con bambini piccoli, soprattutto nei primi tre anni di scuola elementare», sottolinea Michela Vandelli. Lo stesso Giacomo Stella (Aid), in un recente articolo pubblicato su Giuntiscuola.it, ha scritto che «la didattica sembra sempre più tarata sui “bravi”, su coloro che riescono, e spesso va in crisi appena qualche alunno non impara le tabelline o non è in grado di scrivere in corsivo. C’è bisogno, per concedere l’uso della tavola pitagorica, di avere l’autorizzazione di uno specialista, quando l’insegnante stesso potrebbe essere in grado di capire da solo se l’allenamento condotto senza ottenere i risultati sperati richiede una facilitazione o un supporto. Insomma, sembra che la scuola non sia in grado di capire e di aiutare i suoi alunni nemmeno durante gli anni della primaria, sembra smarrire la sua funzione pedagogica e formativa e sollecitare solo quella selettiva e certificativa».
Competenza e comprensione, rispetto e attenzione, al Centro Anemos, sono di casa. I ragazzini li meritano e ne hanno diritto. Per imparare ad avere le “chiavi giuste”, da gennaio c'è anche questo corso. (m.t.)
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