Colpo di scena, la Raggi ferma tutto: niente rifiuti da Roma a Modena
Roma ferma l’invio delle tonnellate di pattume da smaltire: «Costa troppo». Ma c’è il sospetto si tratti di mossa elettorale del M5S
ROMA. Più delle proteste dei comitati locali o dei sindaci, che non vogliono smaltire rifiuti della capitale, poterono le imminenti elezioni politiche. Non si spiega altrimenti il colpo di scena sui rifiuti in arrivo da Roma per tre inceneritori dell’Emilia Romagna (tra cui quello di Modena). Rifiuti che, nonostante l’appello accorato di Ama (vedi a fianco) e le strade inondate di spazzatura documentate anche ieri dai giornali nazionali, non prenderanno più la via dell’Emilia.
Motivo? Ufficialmente la riscoperta autosufficienza romana, in realtà, più probabile, la lotta intestina al M5S. Pur di evitare lo smacco di ricorrere ad inceneritori in casa Pd, possibile arma elettorale, si preferisce fare altrimenti. Lo lascia intuire lo stesso assessore all’Ambiente del Lazio Mauro Buschini, che punta il dito: «Ama e l'amministrazione capitolina esitano sull'invio dei quantitativi concordati su richiesta di Ama. Voglio sperare non ci sia un collegamento con le polemiche politiche. Sarebbe grave e la città di Roma ne sta pagando un prezzo altissimo ed inaccettabile».
Dal Campidoglio replica il presidente della commissione Ambiente Daniele Diaco (M5S): «Portare i rifiuti di Roma in Emilia Romagna costa molto di più, oltre 180 euro a tonnellata. Per questo, e non per ragioni politiche, ancora nessun camion è partito da Roma per gli impianti emiliano-romagnoli». Inoltre, la Capitale durante le feste «ha retto bene», rilancia. Particolare questo confermato dallo stesso presidente di Ama, Lorenzo Bagnacani, che aveva chiesto aiuto. Dall'Emilia Romagna, tra Natale e Capodanno, era arrivata la disponibilità a ricevere complessivamente circa 15 mila tonnellate di rifiuti romani da distribuire su tre impianti diversi, a Parma, Modena e Granarolo in provincia di Bologna, per sei-sette settimane. La richiesta dell'Ama era stata veicolata dalla Regione Lazio, con Buschini che oggi tuona: «Il rispetto istituzionale esige chiarezza verso coloro che si sono esposti offrendo solidarietà». Prima dell'Emilia, la Capitale - nell'elaborare il suo piano B (in caso di criticità o difficoltà con gli impianti già a disposizione) - aveva sondato le strade della Toscana e dell'Abruzzo, in cui il Movimento 5 Stelle continua a confidare.
«Fino ad oggi non c'è un documento ufficiale che fa venire meno l'opzione della Toscana, più conveniente per la collettività dal punto di vista economico e geografico - spiega Diaco - Toscana e Abruzzo sono le due destinazioni scelte fin dall'inizio in base ai principi di prossimità ed economicità che permetterebbero risparmi all'Ama, quindi, alla città di Roma. La temporanea attesa per una scelta definitiva è permessa anche da una situazione in netto miglioramento rispetto ai giorni delle festività natalizie, quando tradizionalmente aumentano i quantitativi di rifiuti. In tutto il periodo di festività l'azienda capitolina ha raccolto oltre 1.000 tonnellate di rifiuti in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, e Roma sul fronte dei rifiuti ha retto bene, nonostante le note fragilità del sistema ereditate dal passato. L'attivazione degli accordi sui rifiuti fra Regioni, anche nel caso di quantitativi esigui, come nel caso dell'Emilia Romagna, servono a monte per legge ed era doveroso attivarli come 'valvola' di cautela. Se sarà necessario utilizzarne uno o più di uno - chiosa il pentastellato - lo si farà nella massima trasparenza e in base al principio di maggior convenienza ed economicità».
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