l’andamento nel nostro territorio
Dal 2009 sempre più vittime
Esaurita l’incidenza positiva di patente a punti, rotonde e fotored
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Il grafico del lutto, del dolore, della tragedia è molto chiaro e nello stesso tempo obbliga ad alcune riflessioni. Se infatti si prendono in considerazione gli ultimi quindici anni si vede che nel territorio modenese si è passati dai 104 morti del 2002 a circa la metà del 2017. Ma non c’è certo da stare allegri perché è dal 2009, da otto anni a questa parte che il trend è in salita: dopo un continuo e forte decremento i morti hanno ripreso progressivamente ad aumentare. I dati dell'osservatorio dell’Associazione famigliari e vittime della strada, raccolti a partire dal 2002, hanno in quel 104 una cifra che oggi ci sembra inconcepibile. Eppure era l’andamento di quegli anni, era “normale” così. Il tam tam sulle stragi del week end stava scuotendo le coscienze ma furono alcune misure a determinare l’inizio di un calo del bagno di sangue. Nel 2003 infatti venne introdotta la patente a punti che ha agito da forte deterrente che ha in pratica obbligato gli automobilisti a maggiore disciplina e prudenza. Ma non solo, in quegli anni nel territorio modenese iniziarono ad apparire le rotonde, i cosiddetti rallentatori del flusso del traffico. E la maggior parte di schianti terrificanti agli incroci ha iniziato a sparire. Altro fattore da tenere in considerazione l’introduzione dei fotored, avvenuta tra mille polemiche e intoppi tecnici. «Tanto è dipeso anche dall’impegno delle prefetture, dei prefetti in particolare - commenta Piacentini - e il trend è stato giusto sino al 2009, con monitoraggi, incontri e attività specifiche sul territorio. Poi buio pesto, l’impegno è andato scemando. Ora abbiamo nuove aperture e segnali positivi, vedremo». (s.to)
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