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Lotta unitaria al crimine I reggiani tendono la mano

Lotta unitaria al crimine I reggiani tendono la mano

I sindaci pensano ad una collaborazione più intensa per proteggere il territorio Polizia municipale e maggiore scambio di informazioni i primi passi attuabili

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Arriva forte la richiesta di aiuto e collaborazione dei sindaci reggiani ai colleghi del distretto sassolese per progetti condivisi di sicurezza. Perché se dalla parte modenese del Secchia i problemi di criminalità non sono pochi, con furti nelle case e situazioni che impongono un costante monitoraggio del territorio, dall’altra parte la situazione non è certo migliore. E in mezzo esiste un confine territoriale che talvolta sembra issarsi come una barriera insormontabile quasi che ciò che avviene nella provincia limitrofa poco interessi al vicino quantomeno a livello istituzionale. Ma la situazione inizia ad essere esasperante e il primo approccio lo avanzano i reggiani con proposte condivise, seppur tutte da declinare, che si inseriscono in quella logica di ampio distretto più volte invocato e talvolta apparso sui tavoli politici e nei convegni pubblici organizzati sulle due sponde del Secchia.

La molla che ha fatto muovere i sindaci “cugini”, che hanno interessato anche il prefetto, sono i casi di furto che ancora vengono segnalati con notevole frequenza nelle zone residenziali del vasto territorio racchiuso fra le vallate del Tresinaro e del Secchia. Diversi colpi sono stati sventati grazie all’intervento dei carabinieri, alla prontezza degli abitanti o anche per mera casualità, ma il tema rimane “caldo”. Il bilancio di fine anno tracciato dal comando provinciale dei carabinieri ha poi evidenziato che le aree più delicate e più colpite sono quelle di confine, come la Val d’Enza e la vallata del Secchia, zone popolose e ricche in cui esistono numerose vie di collegamento che rendono più semplice l’arrivo di ladri da “oltre confine” e lasciano inevitabilmente tante possibilità di transito anche in uscita (si pensi ai vari ponti).

Sino ad oggi le questioni di sicurezza vengono affrontate principalmente a livello provinciale, ma nel caso delle vallate del Secchia e dell’Enza si parla di territori storicamente confinanti e comunicanti come abitanti, economica e servizi, in cui il confine è più che altro una questione amministrativa e di campanile, ma non rappresenta un vincolo alla quotidianità. In quest’ottica, l’Unione spinge per una maggiore collaborazione con i cugini modenesi del distretto sassolese. Come? Con un interscambio di informazioni più massiccio tra polizie municipali che garantiscono il presidio del territorio e hanno accesso alle informazioni delle telecamere di sicurezza dislocate un po’ ovunque seppur abbiano una capacità deterrente ridotta.

Oppure, come già si parla da oltre un anno, tramite il potenziamento degli organici delle forze dell’ordine presenti nel distretto, in primis quindi i carabinieri. Da tempo si parla di una possibile “promozione” per Scandiano, che da tenenza potrebbe diventare Compagnia e vedere quindi un aumento di organico e di competenze, che farebbe il paio con la Compagnia di Sassuolo che governa il distretto modenese.

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