Modena: nel 2017 54 i morti sulle strade e oltre duemila i feriti
Questo dato rapportato al numero di abitanti è il doppio di quello che si registra mediamente in Italia L’Associazione familiari e vittime: «Troppa superficialità, non c’è voglia d’affrontare il problema»
MODENA. In quindici anni è come se fosse stata annientata la popolazione di Riolunato o di Montecreto, oppure, mettendo insieme due frazioni della città, è come se fossero morti tutti i residenti di Marzaglia e Navicello oppure quelli di Paganine e San Donnino. Stragi annunciate, morti sulle strade: dal 2002 ad oggi, percorrendole le nostre vie, hanno perso la vita 1119 persone. E questa ecatombe continua. Basta considerare i dati dell’anno che si è appena concluso, grazie all’osservatorio indipendente dell’Associazione Italiana Familiari e vittime della strada-onlus (Aifvs), redatto dal presidente Franco Piacentini che annota e classifica, giorno per giorno, tutto ciò che accade sulle nostre strade.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16322972:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16322972:1650059868/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Nel 2017 ci sono stati 54 decessi con un incremento, rispetto al 2016, del 55%, quando si era toccata quota 35. Anche rispetto al 2015 vi è stato un incremento: più 15% rispetto ai 47 registrati. Pure rispetto al 2014, quando si registrarono 45 decessi, vi è stato un più 20%.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.16319600:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/modena/cronaca/2018/01/07/news/un-modenese-su-sei-e-alla-guida-di-un-auto-senza-l-assicurazione-1.16319600]]
Analizzando le categorie: 25 conducenti auto, nove dei quali per fuoriuscita senza apparente coinvolgimento di altro mezzo. Poi le cosiddette “fasce deboli”: 10 pedoni, tutti investiti; 3 ciclisti, tutti investiti; 11 in moto o scooter, di cui tre fuoriusciti senza apparente coinvolgimento di altro mezzo. E ancora 5 camionisti (4 in autostrada) che hanno tamponato altri autocarri ed una fuoriuscita. Il 78% dei deceduti è maschio, un solo decesso nella fascia d’età 0-18 anni, trentaquattro tra i 19 e 59 anni, tra i 60 e 70 sono 3 ed oltre i 70 anni sono 12, nessun trasportato.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:site:1.16322975:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadimodena.it/image/contentid/policy:1.16322975:1650059868/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Per quanto riguarda il sesso, i maschi sono i più colpiti con ben 42 decessi su 54. Gli stranieri deceduti sono almeno 10. Le Municipali sono le forze di polizia che hanno rilevato il maggior numero di mortali (31 casi), seguite da Stradale (13 casi di cui 8 in autostrada) carabinieri (8 casi), un solo caso dalla polizia.
Questo il quadro, che ci fa considerare anche come il nostro territorio sia tra quelli più a rischio: 54 decessi, ovvero 12,98 morti per 100mila abitanti. Un rapporto che è oltre il doppio di quello registrato mediamente in Italia ancora nel 2015 (5,56 ogni 100mila abitanti) e ben più elevato anche di quello regionale (7,33 ogni 100mila abitanti).
Ma il terrificante bollettino non è ancora finito, ci sono anche circa 2100 feriti, alcuni dei quali gravi, circa 150 con postumi da invalidità permanente con costi sociali inaccettabili ed intollerabili: «Stiamo parlando - dice Piacentini - all’incirca di 80 milioni di euro per l’anno 2017 a cui si aggiungono le perdite umane, il dolore dei congiunti, le sofferenze dei feriti ed i tragici cambiamenti nella vita delle persone colpite». Che fare? Come si può intervenire, bloccare questo andamento? «Dalle amministrazioni - afferma Piacentini - evidentemente solo a fiato, viene dato esplicito appoggio all’obiettivo previsto di dimezzare il numero di morti sulle strade del 2010 (furono 58) entro il 2020. Di questo passo non ci arriveremo mai, non potremo neppure mostrarci “orgogliosi” per aver raggiunto tra due anni, quel vergognoso, minimo “traguardo” di 29 morti e 1200 feriti, dei quali 90 con disabilità permanenti e conseguenti spese sociali. Le amministrazioni dovrebbero quindi aderire alla richiesta del Parlamento europeo e mirare, seriamente, a scongiurare completamente i decessi da incidenti stradali (“Vision Zero”), come già fanno diversi Stati. La provincia di Modena deve iniziare a dar corpo a tale visione ed elaborare una strategia in questa direzione con un corpo di provvedimenti assai più concreto. Molti provvedimenti annunciati sono troppo vaghi, portati avanti con assoluto disinteresse. È fondamentale dare un impulso propulsivo di indirizzo al fine di perfezionare i modelli proposti derivandone un nuovo piano di azione completo, che contenga una gamma dettagliata di provvedimenti, con un calendario e mezzi di monitoraggio chiari per controllarne l’efficacia nonché una valutazione a medio termine». Altro obiettivo per il 2020 ridurre del 40% il numero dei feriti gravi: «Per poter aver riscontro dei risultati che si otterranno - conclude Piacentini - bisogna poter definire cosa si intende per “ferito grave” ed avere accesso ai dati sanitari di questi. Infine è necessario predisporre un centro di assistenza per i familiari di vittime da incidenti traumatici perché chiunque resta ucciso o ferito in un incidente, direttamente o indirettamente, è uno di troppo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
