Rubrica "Fuori Classe" / "Il medico che non si vaccina? Penso sia un delirio di onnipotenza"
Abbiamo messo a confronto un medico e una impiegata presso un ambulatorio che da anni lavorano nel mondo della sanità
Per approfondire il tema vaccini, abbiamo fatto alcune domande a Stefano Moreali, medico specialista in medicina interna, indirizzo medicina d’urgenza ed impegnato nel suo campo da circa 25 anni e a Marialuisa Reggiani che lavora da anni come segretaria presso un ambulatorio medico.
Solamente un medico su quattro che effettua vaccini antinfluenzali è vaccinato. Un’incoerenza o semplicemente l’espressione della propria libertà personale?
Stefano Moreali: Secondo me è un’incoerenza dovuta a vari motivi. Il fondamentale è il cosiddetto “delirio di onnipotenza” del medico che pensa sempre di essere immune da ogni malattia.
Marialuisa Reggiani: Vaccinarsi è una scelta libera e personale. I pazienti non sono a conoscenza di quali medici sono vaccinati e quali no, in quanto i medici non sono tenuti a dirlo. Il fatto quindi non incide quindi su un’eventuale decisione da parte del paziente.
In generale, lei crede che il fatto possa influenzare il rapporto di fiducia paziente-medico?
SM: Si per forza. È il fenomeno del “fate come dico, non fate come faccio”. Se questo dato fosse diffuso più di quanto non sia già, secondo me porterebbe ad un ulteriore difficoltà nella somministrazione delle vaccinazioni. MR: No assolutamente.
Nella sua esperienza parlando di vaccini in generale, crede che sia un caso di sfiducia nell’istituzione medica quando il paziente preferisce documentarsi attraverso fonti alternative alla medicina tradizionale?
SM: No, secondo me no. È dovuta alle numerose informazioni che arrivano alle persone, molto spesso errate o parziali.
MR: Non proprio. Il paziente sente la necessità di compiere una ricerca, ad esempio su internet, per curiosità o per paura, magari alla ricerca di cause o sintomi. Trovo che sia una cosa sbagliatissima in quanto ciò che si legge è spesso descritto con terminologie che solo chi ha conoscenze mediche può capire fino in fondo e dargli il giusto significato.
Quindi per paradosso troppe fonti creano disinformazione?
SM: Non dipende molto dalle numerose fonti di informazione. Tanto più si dispone di fonti, tanto più è facile avere cultura, libertà e completa padronanza del problema. Il vero problema è la qualità di queste informazioni. Per quanto riguarda le vaccinazioni, chi si oppone fermamente contro esse molto spesso è disinformato o vuole dare volutamente un’informazione sbagliata a scopo di lucro.
MR: Sicuramente. Non è necessario che il paziente abbia conoscenze mediche, c’è il proprio medico per questo, il paziente dovrebbe semplicemente recarsi dal proprio medico, descrivere i sintomi e fidarsi del responso.
Per lei quanto è importante il rapporto con il paziente?
SM: Deve essere buono e non semplicemente basato sulle conoscenze scientifiche del medico. Il primo farmaco che il medico somministra è sé stesso, quindi la capacità di entrare in sintonia con il paziente è fondamentale. Per cui per migliorare suddetto rapporto l’umanità e la sensibilità empirica sono molto importanti.
MR: È importante al 100%. Se cade la fiducia, può compromettere la buona riuscita della cura.
*studentesse del liceo Muratori-San Carlo
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