Sassuolo, Avis, l’influenza frena le donazioni dei volontari
La virulenza del virus a inizio 2017 ha creato un piccolo calo che ora rischia il bis Ma restano percentuali record con 4383 sacche. Una organizzazione perfetta
SASSUOLO. Consueto riassunto dell'anno per la sezione Avis di Sassuolo, che ha chiuso il 2017 con numeri di tutto rispetto anche se è apparso, con doverose giustificazioni anche qualche segno “meno” se il bilancio è paragonato all'anno precedente.
«Rispetto all’anno precedente, infatti, è stata registrata una piccola flessione di 83 donazioni pari al 1,9% - fanno sapere dall'associazione - dovuta probabilmente alla particolare virulenza e durata dell’influenza dei primi due mesi nel corso dei quali siamo andati a – 123 prelievi, gap che non siamo più riusciti a recuperare, se non in parte, nel corso dell’anno. Altra causa determinante è da ricercare nell’aumento, iniziato proprio all’inizio dell’anno, della quantità di prelievo nella plasmaferesi (con il totale della donazione che è passato da 500 a 700 grammi) non sempre accettata dal donatore e che ha causato una perdita secca di 173 unità solo in parte compensate dall’incremento di 95 sacche di sangue intero».
Sassuolo da anni si distingue nelle donazioni, con percentuali da record a livello provinciale ed oltre. In città arrivano donatori anche da Comuni vicini e da centri dell'immediata zona pedecollinare modenese e reggiana. Non c'è delusione, quindi, per qualche decina di donazioni in meno registrata nel corso dello scorso anno. «In ogni caso - continua il commento dei vertici dell'Avis sassolese - quest’anno abbiamo raggiunto le 4383 sacche che suddivise fra i 292 giorni di prelievo dà una media di oltre 15 al giorno. Resta fisso anche il superamento delle oltre seimila sacche totali in uscita dalla nostra sala prelievi aggiungendo i prelievi in aferesi dei donatori di altre sezioni». Un plauso anche per i volontari, sempre attivi e numerosi per le varie attività. «Da rilevare che le 292 giornate di prelievo richiedono - concludono i dirigenti dell'associazione - oltre al personale tecnico di sala prelievi, anche l’utilizzo di una nutrita serie di volontari suddivisi fra telefonisti che convocano i donatori, baristi, addetti a mansioni più generiche: un certo numero di persone, spesso invisibili, che contribuiscono fattivamente alla gestione della nostra associazione. Ricordiamo che l’Avis è sempre a disposizione con la propria struttura per fare fronte alle esigenze che si presentano. Nelle due settimane antecedenti il fine anno ci è stato richiesto un incremento cospicuo di donazioni che siamo riusciti a garantire e proprio in questi giorni stiamo disperatamente cercando un particolarissimo tipo di plasma per far fronte ad una malattia non certo usuale. Ci auguriamo di riuscire a trovarlo».
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