san felice
Addio al giovane poeta Emiliano Cesari
SAN FELICE. Quando ieri la notizia si è diffusa in paese in molti si sono stretti alla famiglia, per un dolore inatteso e sconcertante. A poco più di quarant’anni, si è spento l’altro giorno Emiliano...
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SAN FELICE. Quando ieri la notizia si è diffusa in paese in molti si sono stretti alla famiglia, per un dolore inatteso e sconcertante. A poco più di quarant’anni, si è spento l’altro giorno Emiliano Cesari, scrittore sanfeliciano. Era malato da qualche tempo, e le cure purtroppo non hanno impedito che nella sofferenza si consumasse una tragedia che ha colpito tanti amici di infanzia di Emiliano.
Cesari, ultimo di quattro conosciutissimi fratelli e sorelle, era cresciuto a San Felice, molti lo ricorderanno anche per il suo impegno nella biblioteca di San Felice. Ancora giovane, era emigrato a Milano, dove si è fatto una famiglia e dove ha potuto coltivare la sua più grande passione: scrivere. Come poeta si era affermato in un ambiente spesso elitario, difficile. E quando poteva tornava a San Felice. In novembre a Modena aveva presentato l’ultima raccolta: Sale. «Sale non è una qualunque raccolta di poesie d’amore, ma un concept book sull’amore in ogni forma ed espressione, mentale ed emotiva, onirica e quotidiana, eterna e universale, spesso crudele, a volte spietata, linfa vitale di ogni esistenza», scriveva la presentazione. Proprio come Emiliano: dolce e profondo, fragile e forte al tempo stesso.
Cesari, ultimo di quattro conosciutissimi fratelli e sorelle, era cresciuto a San Felice, molti lo ricorderanno anche per il suo impegno nella biblioteca di San Felice. Ancora giovane, era emigrato a Milano, dove si è fatto una famiglia e dove ha potuto coltivare la sua più grande passione: scrivere. Come poeta si era affermato in un ambiente spesso elitario, difficile. E quando poteva tornava a San Felice. In novembre a Modena aveva presentato l’ultima raccolta: Sale. «Sale non è una qualunque raccolta di poesie d’amore, ma un concept book sull’amore in ogni forma ed espressione, mentale ed emotiva, onirica e quotidiana, eterna e universale, spesso crudele, a volte spietata, linfa vitale di ogni esistenza», scriveva la presentazione. Proprio come Emiliano: dolce e profondo, fragile e forte al tempo stesso.
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