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Carpi, imprenditore vince contro il fisco

Carpi, imprenditore vince contro il fisco

Franchini ha fatto ricorso contro l’accertamento dell’Agenzia delle Entrate

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CARPI. L’Agenzia delle Entrate gli ha imposto di pagare decine di migliaia di euro in seguito a una notifica dell’accertamento, ma lui ha vinto il ricorso in appello. La Commissione Tributaria regionale, infatti, ha dato torto all’Agenzia delle Entrate, riscontrando che tutti i pagamenti effettuati dall’imprenditore erano realmente avvenuti. Protagonista della vicenda è Enrico Franchini, attualmente amministratore unico di una società di mediazione mobiliare, in precedenza libero professionista.

«Nell’ottobre 2010 l’Agenzia dell’ Entrate di Modena mi ha notificato un questionario con richiesta di voler giustificare e documentare le spese sostenute negli anni di imposta 2005 - 2007, oltre alle spese sostenute per incrementi patrimoniali dal 2007 al 2011. Nonostante la produzione da parte del sottoscritto della documentazione comprovante di aver coperto spese e incrementi patrimoniali con somme ricevute da miei famigliari, riscontrati da scrittura privata e bonifici bancari, l’Agenzia delle Entrate, noncurante, ha proceduto alla notifica dell’accertamento. Mi sono opposto, con tutte le difficoltà note ma in prima istanza la commissione tributaria ha rigettato il mio ricorso poiché non avevo fornito prova contraria alla presuntiva quantificazione redditometrica effettuata dall’ufficio. Ho fatto nuovamente ricorso e in appello la Commissione tributaria regionale, ha ritenuto fondata la mia impugnazione, sia per le spese gestionali che per gli incrementi patrimoniali, stigmatizzando il fatto che: sia l’agenzia delle entrate di Modena che la Commissione tributaria provinciale erano in possesso fin dall’inizio della documentazione necessaria e sufficiente a comprovare le ragioni del contribuente e che di conseguenza il giudice di primo grado avrebbe dovuto annullare l’atto, come affermano i giudici di appello di Bologna. Gli stessi gtiudici concludono che, stando così le cose, l'onere probatorio contrario posto a carico del contribuente era assolto mentre l'ulteriore dimostrazione, richiesta dall'ufficio sarebbe stata una prova sinceramente diabolica e non esigibile. Auspichiamo che l’Agenzia delle Entrate di Modena, tramite il prudente potere di autotutela, ritiri non soltanto gli atti a mio carico ma anche tutti quegli ulteriori atti - certamente intrapresi verso altri cittadini e contribuenti - che rientrano nella medesima casistica. Dal mio canto, verificherò tramite i miei legali dello studio dell’avvocato Stove - tutti i profili di questa vicenda». (s.a.)
 

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