A Firenze nasce "Osteria Gucci" firmata Chef Bottura
Nel rinnovato museo della maison in piazza della Signoria. Sul menù tortellini in crema di Parmigiano e l’Emilia Burger
FIRENZE. Da quando Alessandro Michele è il direttore creativo di Gucci, il brand fiorentino si è immerso in nuove atmosfere oniriche che, guardando al futuro, si rifanno ai pattern del passato. Una delle stampe iconiche che Michele ha rielaborato è la “Flora” e da questo mood botanico é stata tratta l’ispirazione per il nuovo concept di piazza della Signoria: il Gucci Garden. Una galleria d’arte, un negozio con prodotti in esclusiva e un punto ristoro curato da Massimo Bottura. Collaborazione legata all’amicizia di lunga data tra lo chef e Marco Bizzarri, amministratore delegato della griffe della doppia G.
«Viaggiando per il mondo, la nostra cucina interagisce con tutto quello che vediamo, sentiamo e gustiamo» dice Bottura. «Aguzziamo gli occhi, sempre alla ricerca della prossima e inaspettata scoperta». Il menù includerà piatti iconici e variazioni inattese dei classici della cucina italiana, per un’esperienza gastronomica a orario continuato.
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«Il ristorante contribuirà a ricordare che Firenze è sempre stata un centro di scambi culturali, particolarmente durante il Rinascimento», dice Bottura. A sottolineare questa idea, i versi di un canto carnascialesco del XV secolo di Lorenzo de’ Medici – la Canzona de' sette pianeti – sono scritti in lettere dorate in alto sulle pareti della Gucci Osteria. Ma Bottura non lascerà Modena per Firenze. A fare le sue veci nella città gigliata resterà Ana Karime Lopez Kondo, conoscenza cara a Bottura dato che la giovane chef messicana già ai fornelli di uno dei ristoranti più rinomati del Sud America il Central di Lima, è la moglie del sous chef di Bottura, Taka Kondo. È proprio al simpaticissimo e talentuoso Taka é dedicato uno dei piatti del menù dell’Osteria Gucci il «Taka-ban» un pane a vapore con pancia di maiale e salsa piccante.
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L’omaggio alla nostra terra è rappresentato dai tortellini in crema di Parmigiano reggiano e dall’Emilia Burger, un hamburger di cotechino con salsa verde e maionese all’aceto balsamico che tanto piacque a New York. Firenze sarà rappresentata da un hot dog fatto con la Chianina. Le contaminazioni dal mondo si esprimono nella bouillabaisse “Marsiglia e Napoli non sono poi così lontane” dove il piatto tipico del sud della Francia incontra la pasta mista tanto cara su napoletani e poi tortillas, tacos e tostada o melanzane fritte in salsa di shiso per allietare con sapori di casa anche i numerosi affezionati asiatici del brand.
La carta dei dolci prevede una rilettura del tiramisù presentato come una “girella” la famosa merendina degli anni ‘70, una cheescake all’amarena, un sorbetto allo spritz e il Charley Marley, dedicato al figlio dello chef, goloso di cioccolata. All’osteria si accederà su prenotazione dalle 12 alle 20.30 con qualche strappo nelle occasioni importanti quando si potrà tirare tardi.
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