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Cinquantamila per Giuditta, venti per Matteo. Perché ci sono anche i due deputati uscenti modenesi tra i 60 “debitori” del Partito democratico che in questi giorni sono corsi ai ripari saldando le...

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Cinquantamila per Giuditta, venti per Matteo. Perché ci sono anche i due deputati uscenti modenesi tra i 60 “debitori” del Partito democratico che in questi giorni sono corsi ai ripari saldando le quote rivendicate dal partito alla vigilia delle elezioni politiche, anche perché altrimenti qualcuno - come è successo di recente per il deputato fioranese, finito nel mirino degli “orlandiani” modenesi - avrebbe anche potuto sollevare perplessità sulle ricandidature.

Un’operazione che ha portato il tesoriere nazionale Francesco Bonifazi a recuperare circa 500mila euro, fondamentali in un momento molto difficile anche dal punto di vista finanziario, con i dipendenti in cassa integrazione e con tante spese da sostenere per la campagna elettorale.

Per quanto riguarda la responsabile nazionale delle Feste dell’Unità Giuditta Pini, il debito verso il nazionale - ogni eletto del Pd versa una parte del proprio stipendio al partito locale e un’altra a Roma - era di 50mila euro, mentre la quota saldata dal responsabile nazionale comunicazione Matteo Richetti è di 20mila euro.

Nel frattempo, mentre tutti i partiti sono alle prese con la questione candidature, a Modena si inizia a pensare al futuro del consiglio comunale, nel caso - ad oggi molto probabile - in cui la presidente Francesca Maletti partisse per Roma a primavera.

Di fatto le due cariche (parlamentare e presidente del Consiglio) non sono incompatibili, ma per questioni di opportunità è molto probabile che la Maletti, se dovesse essere candidata ed eletta a Palazzo Madama o a Montecitorio, lasci il suolo di garanzia dell’Assemblea di piazza Grande, mentre potrebbe restare come semplice consigliera Pd.

A questo punto, il Consiglio dovrebbe eleggere un nuovo presidente: ovviamente oggi è presto per fare nomi, anche perché sulla decisione peserà molto il risultato delle elezioni politiche del 4 marzo.

Detto questo, oggi diversi consiglieri modenesi ipotizzano un futuro presidente del Consiglio di area Mdp-Liberi e Uguali, che potrebbe anche rafforzarsi come gruppo consiliare per l’ultimo anno del mandato: se Francesca Maletti e Andrea Bortolamasi dovessero lasciare il Consiglio per il Parlamento, i primi dei non eletti che a questo punto subentrerebbero sono Elena Gazzotti (Pd) e Mauro Tonelli, passato a Mdp (hanno preso lo stesso numero di preferenze, ma per questione di età la prima a entrare sarebbe la Gazzotti): se entrassero entrambi sarebbe un problema per i dem, che si ritroverebbero con 15 consiglieri, sindaco compreso, su 33, e dipenderebbero in maniera eccessiva dalle scelte degli alleati. Con Mdp che andrebbe così ad allargare ulteriormente la truppa, già arrivata a quota sette consiglieri.

Luca Gardinale

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