Il Parlamento europeo boccia la Cispadana
Lettera a Governo e Regione: «Con l’autostrada conti non chiari e danni irreparabili all’ambiente»
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«La nostra commissione ha deciso di tenere aperte le petizioni, poichè sono emerse sia delle incongruenze sul fondamento economico di questa infrastruttura , sia il rischio di una serie di possibili violazioni della direttiva 2008/50 sulla qualità dell’aria, nonchè della direttiva 92/43 sull’habitat».
Con una lettera inequivocabile indirizzata al governo e alla regione, Cecilia Wilkstrom, presidente della commissione per le petizioni del Parlamento Europeo certifica quanto era nelle cose. Ovvero che l’autostrada Cispadana non solo verrà pagata dai cittadini con manovre economiche... da chiarire, ma che impatterà inevitabilmente sull’inquinamento della già inquinatissima pianura padana modenese: «Gli eurodeputati condividono le preoccupazioni dei cittadini sulla mancanza di una valutazione complessiva degli effetti dell’opera, nonchè le perplessità emerse sulla complessità della procedura di Via, recentemente conclusa con un decreto del Ministero dell’Ambiente che pur dichiarando la compatibilità ambientale del progetto l’avrebbe assortito con oltre duecento prescrizioni fra cui il monitoraggio costante dell’aria, demandato ai Comuni. Per quanto concerne gli allarmi sulla qualità dell’aria sollevati dai firmatari, essi non sembrano ingiustificati, se è vero che l’Italia è già al centro di due procedure di infrazione...».
La presidente della Commissione poi parla di una mobilità in cambiamento, «mentre c’è un pericolo di danni permanenti alle specie faunistiche e più in generale di alterazione degli ecosistemi protetti dalle direttive».
Il Parlamento europeo così chiede che siano scongiurati «gli effetti sopra enunciati, con danni irreversibili sulla salute e l’ambiente dei cittadini». Tema, è noto, sempre marginalizzato dal partito e dalle associazioni economiche favorevoli alla nuova autostrada.
«Preoccupazioni sull’impatto devastante che un’opera come l’autostrada Cispadana potrebbe avere sul nostro territorio già compromesso dal punto di vista ambientale», commenta Silvano Tagliavini del “Coordinamento Cispadano No Autostrada”, elogiando «il lavoro di raccolta firme per denunciare tutto questo» e la “missione” di alcuni esponenti del Comitato, ricevuti dal Parlamento Europeo per illustrare le petizioni.
«È quindi sempre più evidente l’anacronistica scelta regionale di proseguire nel progetto autostradale, mentre da anni denunciamo l’incoerenza trasportistica e ambientale anche alla luce degli ultimi dati degli sforamenti dei parametri di inquinamento atmosferico nonostante il tanto “strombazzato” Pair. Ora ci aspettiamo dalla Regione una seria riflessione sull’opera autostradale che dovrà avvenire anche nell’ambito della discussione sul Prit prevista a mesi», chiude Tagliavini.
Con una lettera inequivocabile indirizzata al governo e alla regione, Cecilia Wilkstrom, presidente della commissione per le petizioni del Parlamento Europeo certifica quanto era nelle cose. Ovvero che l’autostrada Cispadana non solo verrà pagata dai cittadini con manovre economiche... da chiarire, ma che impatterà inevitabilmente sull’inquinamento della già inquinatissima pianura padana modenese: «Gli eurodeputati condividono le preoccupazioni dei cittadini sulla mancanza di una valutazione complessiva degli effetti dell’opera, nonchè le perplessità emerse sulla complessità della procedura di Via, recentemente conclusa con un decreto del Ministero dell’Ambiente che pur dichiarando la compatibilità ambientale del progetto l’avrebbe assortito con oltre duecento prescrizioni fra cui il monitoraggio costante dell’aria, demandato ai Comuni. Per quanto concerne gli allarmi sulla qualità dell’aria sollevati dai firmatari, essi non sembrano ingiustificati, se è vero che l’Italia è già al centro di due procedure di infrazione...».
La presidente della Commissione poi parla di una mobilità in cambiamento, «mentre c’è un pericolo di danni permanenti alle specie faunistiche e più in generale di alterazione degli ecosistemi protetti dalle direttive».
Il Parlamento europeo così chiede che siano scongiurati «gli effetti sopra enunciati, con danni irreversibili sulla salute e l’ambiente dei cittadini». Tema, è noto, sempre marginalizzato dal partito e dalle associazioni economiche favorevoli alla nuova autostrada.
«Preoccupazioni sull’impatto devastante che un’opera come l’autostrada Cispadana potrebbe avere sul nostro territorio già compromesso dal punto di vista ambientale», commenta Silvano Tagliavini del “Coordinamento Cispadano No Autostrada”, elogiando «il lavoro di raccolta firme per denunciare tutto questo» e la “missione” di alcuni esponenti del Comitato, ricevuti dal Parlamento Europeo per illustrare le petizioni.
«È quindi sempre più evidente l’anacronistica scelta regionale di proseguire nel progetto autostradale, mentre da anni denunciamo l’incoerenza trasportistica e ambientale anche alla luce degli ultimi dati degli sforamenti dei parametri di inquinamento atmosferico nonostante il tanto “strombazzato” Pair. Ora ci aspettiamo dalla Regione una seria riflessione sull’opera autostradale che dovrà avvenire anche nell’ambito della discussione sul Prit prevista a mesi», chiude Tagliavini.
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