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Il web insorge contro la caccia ai cinghiali

Il web insorge contro la caccia ai cinghiali

Non accenna a placarsi la discussione sui cinghiali abbattuti nei giorni scorsi dalla Provincia lungo il fiume Secchia e sulla loro pericolosità, specie dopo il grave incidente avvenuto nel weekend a...

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Non accenna a placarsi la discussione sui cinghiali abbattuti nei giorni scorsi dalla Provincia lungo il fiume Secchia e sulla loro pericolosità, specie dopo il grave incidente avvenuto nel weekend a poche centinaia di metri da San Michele, causato proprio da un branco di ungulati, che attraversando la strada avrebbero causato l’uscita di strada di un suv, condotto da una donna rimasta ferita.

Molti coloro che difendono la decisione della Provincia di intervenire per ridurre i rischi alla circolazione, ma altrettanti coloro che bollano l’operazione come palesemente inutile e crudele, proponendo soluzioni alternative, in primis il trasferimento dei branchi in altri luoghi. Sulla questione sono intervenuti sui social anche alcuni cittadini residenti nel milanese e nell’alessandrino che, venuti a conoscenza di quella che definiscono una “mattanza”, hanno divulgato un avviso in cui si riportano alcuni studi effettuati da associazioni ambientaliste. «I metodi efficaci, di lungo periodo, di prevenzione e non emergenziali dovrebbero prevedere l’arresto per qualche anno della caccia al cinghiale - spiegano gli animalisti - per poi fare valutazioni scientifiche su quanto essa sia dannosa: tutti lo sanno, soprattutto i cacciatori. Le vie verdi per la libera circolazione dei cinghiali tra zone e tra regioni dovrebbero rientrare nella politica nazionale ed europea. Se i cinghiali non possono circolare finiscono prigionieri tra strade, paesi, reticolati, muri, e ovviamente arrivano nell’abitato umano, ma lo fanno solo perché non hanno alternative». (a.gilioli)

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