Modena, debito con il Comune? Si paga in natura
Delibera di Giunta risolve il problema dei 275 mila euro di arretrati del Caffè Concerto: il Municipio “saldato” con gli arredi
MODENA. Hai una bolletta scaduta e pensi di non riuscire a pagarla? No problem: puoi presentarti alla sede Hera e pareggiare i conti con una decina di lampadine. E magari puoi fare lo stesso con quella vecchia multa che non riesci proprio a saldare: basta portare al Comando lo specchietto della macchina e sei a posto… Ovviamente tutto questo non si può fare, anche se sembra questo lo spirito che ha portato all’accordo tra amministrazione comunale e “Modena food”, la società che gestisce il Caffè Concerto, locale situato negli immobili di proprietà del Comune in piazza Grande. Accordo messo nero su bianco con la delibera di giunta del 19 dicembre scorso, che risolve il problema del debito della società nei confronti del Comune con un pagamento in... natura: l’amministrazione rinuncia al credito maturato negli anni passati - quantificato in 275mila 750 euro - in cambio degli arredi e delle attrezzature del locale, valutati complessivamente 327mila euro da un consulente del Tribunale. Un’operazione che, oltre a sistemare la questione che aveva diviso Comune e gestore, inverte il rapporto creditore-debitore, dal momento che a questo punto è l’amministrazione a dovere 51mila 249 euro a “Modena food”: cifra che però il Comune non pagherà, dal momento che verrà messa in conto come pagamento anticipato degli affitti fino al 23 aprile prossimo, quando scadrà la proroga concessa al gestore (la concessione era scaduta il 28 settembre scorso) e si passerà al nuovo bando.
Nel documento, dopo aver premesso che alla scadenza della concessione il gestore non ha liberato i locali, la giunta spiega dunque di voler «evitare l’insorgere di un contenzioso e la sua radicalizzazione tramite l’approvazione di un accordo di natura transattiva con “Modena food srl”». Transazione che prevede quindi l’accettazione da parte della società del debito di 275mila 750 euro per le spese di utenze dal 2013 al 23 ottobre 2017, anche se il pagamento, come si legge nell’atto, non avverrà in denaro, ma «in natura, attraverso la cessione, al valore attribuito di 327mila euro iva esclusa, del diritto di proprietà di tutti gli arredi e attrezzature, sia interni al Caffè Concerto, sia esterni». La differenza, 51mila 249 euro, sarà invece utilizzata per “coprire” il canone mensile fino al 23 aprile. Nel frattempo, visto che da fine dicembre il Comune è diventato proprietario degli arredi del locale, la società è tenuta «a custodire con la diligenza del buon padre di famiglia, oltre ai beni cedendi e ceduti, tutti i locali, impianti e ambienti, assicurando la manutenzione ordinaria e straordinaria».
Pagamento in “natura”, dunque, per una vicenda debitoria di uno dei locali più noti del centro storico e situato per giunta nel sito Unesco. La vicenda infatti si trascina da mesi ed è piuttosto “curiosa” tenuto anche conto che “Modena food”, dicono, sarebbe una azienda che afferisce al diritto rumeno e non a quello italiano. Del resto questa vicenda si trascina da anni, come si legge anche nell’ultima determina comunale e sempre con i medesimi gestori del caffè anche se nel corso del tempo è cambiata la società concessionaria. Tutto parte infatti nel 2001 quando a ottenere la concessione è la società “Rossomodena” che si incarica anche di realizzare e pagare gli arredi. Poi nel 2009, al rinnovo della concessione scaduta nel settembre scorso (regime di prorogatio fino a maggio) la società cambia nome e diviene “Rsm” infine divenuta la “Modena Food” attuale. Qualche mese fa dai corridoi comunali era inoltre emerso che il debito del concessionario era di oltre 318mila euro e che le prime due rate - rispettivamente di 107mila e 116mila euro - erano rientrate nelle casse pubbliche. Infine la delibera qui citata che - forse - mette fine alla vicenda.
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