Gazzetta di Modena

Modena

Molestie, l’Accademia va risarcita

Molestie, l’Accademia va risarcita

Violenza a cadetti, professore dovrà pagare 25mila euro per il danno d’immagine

2 MINUTI DI LETTURA





Condannato per aver molestato sessualmente due cadetti, ora dovrà anche risarcire l'Accademia militare di Modena per il danno di immagine provocato con il suo comportamento: 25mila euro. Una somma che è la metà di quanto chiesto dalla Procura.

Lo stabilisce una sentenza della Corte dei Conti dell'Emilia-Romagna a carico di un docente universitario, Nono carlo Battistini, condannato nel 2008 a un anno e dieci mesi per violenza sessuale, sentenza confermata dalla Cassazione nel 2013.

I fatti risalgono al 2003: in sede di esami, i due allievi ufficiali subirono pacche e toccamenti dal professore, avances per cui i giudici penali hanno anche disposto il risarcimento dei danni morali.

Il processo contabile riguardava invece il danno a prestigio e credibilità dell'Accademia, causato, secondo la Corte da chi «nell'esercizio delle sue pubbliche funzioni di docente consumava il reato di violenza sessuale nei confronti di due cadetti all'interno dell'aula dell'Accademia adibita allo svolgimento degli esami».

Per queste condotte la Procura regionale aveva chiesto 50mila euro.

Nella sentenza i giudici riconoscono che il danno d’immagine a una istituzione pubblica di rilevanza nazionale, come l’Academia Militare, c’è stato.

Tanto più che il reato di violenza sessuale è stato consumato, come accertato, in aula esami.

Sono risultati “vulnerati – scrivono i giudici della Corte dei Conti Emilia-Romagna – il prestigio e la credibilità dell’Accademia Militare ad opera di un professore nell’esercizio delle sue pubbliche funzioni che consumava il reato di violenza sessuale nei confronti di due cadetti all’interno dell’aula adibita allo svolgimento degli esami”.

Quanto al valore del danno all’immagine provocato da Battistini, i giudici hanno dimezzato la richiesta della Procura contabile regionale: dovrà pagare 25mia euro in base, si legge nella sentenza a un “criterio equitativo” e “tenuto conti anche del consistente “clamor fori” generato dai fatti in contestazione”. Ovvero, per lo scandalo pubblico creato.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google