Pd, sale l’ansia per i “catapultati”
di Davide Berti
In lista in città probabili Lorenzin o Casini. Si lavora per le consultazioni nei circoli
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Ci si agita in casa Pd, e pensare che l’attesa è ancora lunga, dal momento che per arrivare alla compilazione della lista per le prossime elezioni del 4 marzo ci sarà tempo fino al 29 gennaio. La prossima settimana dovrebbe partire una consultazione nei circoli per esprimere i nomi più graditi, con assemblee in tutta la provincia per coinvolgere quante più persone possibile. Ma il segretario Davide Fava sarà un semplice spettatore di quanto sarà poi deciso a livello regionale dal collega Paolo Calvano, dal presidente Stefano Bonaccini e dal tavolo nazionale di Matteo Renzi sul quale siede anche Matteo Richetti.
Per questo l’agitazione di queste ore rischia di essere quasi anacronistica tra scelte imposte e catapultamenti vari. I primi a preoccupare la truppa modenese sono gli alleati, da Pier Ferdinando Casini al ministro Beatrice Lorenzin. Gli altri nomi da piazzare in giro per l’Italia sono Emma Bonino e il ministro Gian Luca Galletti. Uno tra tutti questi potrebbe arrivare in un uninominale sicuro come Modena.
Un posto modenese, se a Bologna si dovessero stringere troppo le maglie, potrebbe arrivare ad occuparlo anche Elisabetta Gualmini: la vicepresidente della Regione è molto apprezzata anche in città, ma è chiaro che per lei servirebbe un posto battezzato, e questi vanno riducendosi. Bonaccini, comunque, vuole tenerla a Bologna, così come Palma Costi, sulla quale il governatore ha messo il veto. C’è Richetti se correrà nel “suo” collegio del comprensorio ceramico, ci sono Stefano Vaccari e Francesca Maletti che dovrebbero essere espressione del prossimo Senato alla modenese, c’è Giuditta Pini blindata dall’accordo con Matteo Orfini.
Nomi giovani sul tavolo di Renzi sono quelli di Andrea Bortolamasi, segretario cittadino, e Umberto Costantini, sindaco di Spilamberto. Un problema da affrontare potrebbe essere quello legato alla rappresentanza femminile nelle liste, dal momento che deve essere garantita l’alternanza. Due nomi nuovi che circolano nei corridoi del Pd riguardano altrettanti assessori di comuni della provincia: c’è Stefania Gasparini, assessore all’istruzione a Carpi, e Giorgia Mezzacqui, assessore alla cultura a Castelvetro.
Per i posti di primo piano provenienti dalla società civile anche Modena si sta interrogando. In giro per l’Italia si parla dell’astronauta Samantha Cristoforetti e del medico “anti No-Vax” Roberto Burioni, qui invece le opzioni sono molto meno fantasiose. Al momento i nomi usciti sono due: il presidente di Legacoop Mauro Lusetti, che piace molto a Bonaccini e Muzzarelli ma non al resto del Pd che evidentemente non ne può più del legame tra politica e mondo cooperativo, e Claudio Gorrieri, che aveva perso il ballottaggio per la presidenza di Seta con Vanni Bulgarelli.
Per questo l’agitazione di queste ore rischia di essere quasi anacronistica tra scelte imposte e catapultamenti vari. I primi a preoccupare la truppa modenese sono gli alleati, da Pier Ferdinando Casini al ministro Beatrice Lorenzin. Gli altri nomi da piazzare in giro per l’Italia sono Emma Bonino e il ministro Gian Luca Galletti. Uno tra tutti questi potrebbe arrivare in un uninominale sicuro come Modena.
Un posto modenese, se a Bologna si dovessero stringere troppo le maglie, potrebbe arrivare ad occuparlo anche Elisabetta Gualmini: la vicepresidente della Regione è molto apprezzata anche in città, ma è chiaro che per lei servirebbe un posto battezzato, e questi vanno riducendosi. Bonaccini, comunque, vuole tenerla a Bologna, così come Palma Costi, sulla quale il governatore ha messo il veto. C’è Richetti se correrà nel “suo” collegio del comprensorio ceramico, ci sono Stefano Vaccari e Francesca Maletti che dovrebbero essere espressione del prossimo Senato alla modenese, c’è Giuditta Pini blindata dall’accordo con Matteo Orfini.
Nomi giovani sul tavolo di Renzi sono quelli di Andrea Bortolamasi, segretario cittadino, e Umberto Costantini, sindaco di Spilamberto. Un problema da affrontare potrebbe essere quello legato alla rappresentanza femminile nelle liste, dal momento che deve essere garantita l’alternanza. Due nomi nuovi che circolano nei corridoi del Pd riguardano altrettanti assessori di comuni della provincia: c’è Stefania Gasparini, assessore all’istruzione a Carpi, e Giorgia Mezzacqui, assessore alla cultura a Castelvetro.
Per i posti di primo piano provenienti dalla società civile anche Modena si sta interrogando. In giro per l’Italia si parla dell’astronauta Samantha Cristoforetti e del medico “anti No-Vax” Roberto Burioni, qui invece le opzioni sono molto meno fantasiose. Al momento i nomi usciti sono due: il presidente di Legacoop Mauro Lusetti, che piace molto a Bonaccini e Muzzarelli ma non al resto del Pd che evidentemente non ne può più del legame tra politica e mondo cooperativo, e Claudio Gorrieri, che aveva perso il ballottaggio per la presidenza di Seta con Vanni Bulgarelli.
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