Sassuolo, la nuova Coop all'ex Cisa Cerdisa resta ancora un progetto
Doveva essere pronta nei primi mesi del 2018 ma del cantiere nella grande area dell’ex Cisa Cerdisa non c’è traccia
3 MINUTI DI LETTURA
Raffreddamento, congelamento, pausa di riflessione.... Indipendentemente da come lo si vuole chiamare, è confermato da più fonti il “calo di entusiasmo” di Coop Estense per il progetto del nuovo centro commerciale dell’omonimo gigante cooperativo della Grande Distribuzione nella zona dell'ex Cisa Cerdisa, dove i capannoni sono stati già abbattuti, le bonifiche effettuate, i progetti e le cartografie già ultimati.
È qualcosa di cui i cittadini sassolesi e fioranesi forse si sono resi conto da soli del resto: l'abbattimento dei capannoni dell'area è cominciato a inizio 2016. Fra lavorazioni, bonifiche complesse, presentazione dei progetti alla cittadinanza, il primo anno se n'è andato, ma non era neanche troppo ottimistica la valutazione generale che indicava l'apertura della nuova Coop e il contestuale abbandono della struttura di Mezzavia nel 2018. Invece il 2018 è già arrivato e del nuovo centro commerciale non è stata posata neanche una pietra. Ci sono solo ruspe che ammassano cumuli di detriti ancora presenti. E anche l'abbattimento della parte sassolese di Cisa Cerdisa, che pure non includerà la Coop, era stato dato per certo entro la fine del 2017 e, invece, non è ancora partito.
Normali ritardi o ripensamenti? La seconda ipotesi viene indicata da più fonti. Non significa che la Coop abbia deciso di rinunciare al progetto, ma che la marea di oneri, vincoli e situazioni ancora in sospeso abbia fatto preferire una posizione di attesa, mentre si cerca di capire il futuro dell'area.
Uno dei nodi chiave sarebbe al momento l'utilizzo futuro dello spazio di Mezzavia che Coop lascerà libero.
La recente apertura di un centro Eurospin a cinquanta metri dal punto in cui sorgerà la Coop, ha reso l'area (nella quale a distanza di poche centinaia di metri ci sono anche i marchi e i supermercati Lidl e Iperfamila), decisamente inflazionata dalla grande distribuzione.
Finchè il progetto Cisa Cerdisa e quello di Mezzavia procedevano, come nella originaria programmazione, collegati e di pari passo, era possibile seguirne gli sviluppi in tempo reale, ma da quando, per velocizzare la realizzazione della prima area, la seconda è stata stralciata, il progetto si è fatto nebuloso. E se a Mezzavia dovesse arrivare un altro punto vendita della grande distribuzione (sulla possibilità di vincolo le certezze sono molto poche) Coop, a quel punto, riterrebbe non tanto conveniente investire su un nuovo grande centro commerciale.
Tanto più che il futuro dell'area non è in mano a un solo soggetto al momento, da quando si è deciso di attivare una progettazione partecipata coi cittadini che potrebbe portare ovunque. Oltre agli oppositori della grande distribuzione e difensori dei centri storici in generale, ci sono già in campo proteste continue su moltissimi dei piani previsti per l'area, dalla viabilità, che ovviamente è essenziale per rendere il nuovo centro commerciale raggiungibile, all'opposizione che da più parti sorge nei confronti del distributore di carburante Coop, che nascerebbe lungo la circonvallazione e che molti ritengono troppo penalizzante nei confronti delle altre pompe presenti in zona.
Anche i tempi per le amministrazioni comunali di Sassuolo e Fiorano sono ormai ristrettissimi: diventa quasi impossibile pensare di vedere, se anche la fase di valutazione venisse rapidamente superata, l'area Cisa Cerdisa almeno parzialmente sistemata prima di tornare al voto nella primavera 2019. E questo rischia di essere molto penalizzante per chi su questa riqualificazione ha investito.
È qualcosa di cui i cittadini sassolesi e fioranesi forse si sono resi conto da soli del resto: l'abbattimento dei capannoni dell'area è cominciato a inizio 2016. Fra lavorazioni, bonifiche complesse, presentazione dei progetti alla cittadinanza, il primo anno se n'è andato, ma non era neanche troppo ottimistica la valutazione generale che indicava l'apertura della nuova Coop e il contestuale abbandono della struttura di Mezzavia nel 2018. Invece il 2018 è già arrivato e del nuovo centro commerciale non è stata posata neanche una pietra. Ci sono solo ruspe che ammassano cumuli di detriti ancora presenti. E anche l'abbattimento della parte sassolese di Cisa Cerdisa, che pure non includerà la Coop, era stato dato per certo entro la fine del 2017 e, invece, non è ancora partito.
Normali ritardi o ripensamenti? La seconda ipotesi viene indicata da più fonti. Non significa che la Coop abbia deciso di rinunciare al progetto, ma che la marea di oneri, vincoli e situazioni ancora in sospeso abbia fatto preferire una posizione di attesa, mentre si cerca di capire il futuro dell'area.
Uno dei nodi chiave sarebbe al momento l'utilizzo futuro dello spazio di Mezzavia che Coop lascerà libero.
La recente apertura di un centro Eurospin a cinquanta metri dal punto in cui sorgerà la Coop, ha reso l'area (nella quale a distanza di poche centinaia di metri ci sono anche i marchi e i supermercati Lidl e Iperfamila), decisamente inflazionata dalla grande distribuzione.
Finchè il progetto Cisa Cerdisa e quello di Mezzavia procedevano, come nella originaria programmazione, collegati e di pari passo, era possibile seguirne gli sviluppi in tempo reale, ma da quando, per velocizzare la realizzazione della prima area, la seconda è stata stralciata, il progetto si è fatto nebuloso. E se a Mezzavia dovesse arrivare un altro punto vendita della grande distribuzione (sulla possibilità di vincolo le certezze sono molto poche) Coop, a quel punto, riterrebbe non tanto conveniente investire su un nuovo grande centro commerciale.
Tanto più che il futuro dell'area non è in mano a un solo soggetto al momento, da quando si è deciso di attivare una progettazione partecipata coi cittadini che potrebbe portare ovunque. Oltre agli oppositori della grande distribuzione e difensori dei centri storici in generale, ci sono già in campo proteste continue su moltissimi dei piani previsti per l'area, dalla viabilità, che ovviamente è essenziale per rendere il nuovo centro commerciale raggiungibile, all'opposizione che da più parti sorge nei confronti del distributore di carburante Coop, che nascerebbe lungo la circonvallazione e che molti ritengono troppo penalizzante nei confronti delle altre pompe presenti in zona.
Anche i tempi per le amministrazioni comunali di Sassuolo e Fiorano sono ormai ristrettissimi: diventa quasi impossibile pensare di vedere, se anche la fase di valutazione venisse rapidamente superata, l'area Cisa Cerdisa almeno parzialmente sistemata prima di tornare al voto nella primavera 2019. E questo rischia di essere molto penalizzante per chi su questa riqualificazione ha investito.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
