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Modena, al mercato dello spaccio aperto 24 ore su 24

di Stefano Totaro
Modena, al mercato dello spaccio aperto 24 ore su 24

Una giornata tra il Novi Sad e Parco XXII Aprile: i venditori di droga attivi senza alcun disturbo

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Modena Anno nuovo, spaccio “vecchio”. Ben poco è cambiato nei due grandi poli cittadini, vale a dire il parco XX Aprile e il gettonatissimo Novi Sad che, proprio per il martellamento effettuato dalle forze dell’ordine nell’area del primo, ha raccolto i transfughi da quella piazza, aggiungendo così nuova manovalanza ed inevitabili conflitti, come viene evidenziato dalle frequenti risse che scoppiano all’interno dell’anello.

Ma al di là degli affari interni degli addetti ai lavori, il mercato della droga non molla le sue piazze preferite, segno che la domanda non cala nemmeno dopo le feste appena trascorse e anche durante i giorni lontani dal fine settimana, quando ragazzi e non più ragazzi fanno un po’ di scorta.

Non sono frasi fatte. L’altro giorno, martedì, verso mezzogiorno è bastato stare cinque minuti all’inizio del XXII Aprile che il pusher ha fatto affari con un automobilista secondo modalità ben precise e avrebbe potuto vendere un po’ di marijuana a chi sta scrivendo e che si è finto acquirente.

Non c’è comunque bisogno di presentarsi, di imparare e recitare un copione , assumere un comportamento particolare. Se si arriva in auto basta parcheggiare nella zona dove c’è il distributore dell’ “acqua del sindaco” oppure dalle prime laterali di viale Gramsci. tipo via Diena.

Non appena si scende c’è il giovane centroafricano in bici che inizia a guardare. Punta gli occhi, si volta dall’altra parte, si sposta tra el prime panchine, poi ritorna a fissare il potenziale cliente e il “corteggiamento” dura il tempo necessario della prima mossa. O si avvicina lui chiedendo una sigaretta de da lì poi iniziano le domande di mercato, oppure chi viene fa un cenno con la mano o con una espressione del volto, come per chiedere qualcosa. Trenta euro per cinque grammi di marijuana. Ma è la prima offerta. Se si contratta un po’, e anche si cammina come per far vedere che ci si può servire non solo da lui ma pure dalla concorrenza, ecco che il giovane chiede “ va beh, quanto hai in tasca, quanta ne vuoi” e così via. Dopo le prime panchine del parco, dove ci sono i tavoli vicino ai primi “canali” d’acqua, c’erano una dozzina di giovani centroafricani, dai venti ai trenta anni al massimo. Biciclette, un po’ di birra, non tanta, tutti amici, stessa squadra del giovane che cercava di vendere. Rimandato l’affare, ecco che arriva un vero cliente. Il ragazzo in bici si avvicina al margine, il conducente dell’auto fa un cenno, il pusher indica di fare la curva dove c’è il distributore dell’acqua e di fermarsi lì. Al solito posto, si capisce, in via Due Canali Sud. Un minimo dialogo e poi il corriere riparte in bici e ritornerà per consegnare l’ordine.

Al Novi Sad l’atmosfera è più rilassata, c’è meno euforia da vendita, anzi, l’impressione è che ci si voglia godere il caldo del sole invernale e che il tempo scorra proprio al ritmo della musica sparata da una simil radio portatile. Rap a parte la musica però è alla fine sempre la stessa: i gruppetti stanno in mezzo al verde dove ci sono le panchine ei muretti.

Chi passa lungo i percorsi che tagliano lungo l’asse corso Cavour-viale Molza deve iniziare a guardare con un po’ di insistenza poi, senza neanche farsi sotto più di tanto, un centroafricano di avvicina chiedendo se si ha una sigaretta. I gruppetti sono sia lato bar Bamboo che lato corso Cavour, anche qui orari no stop: alla mattina dalle 7 alle 8 ci sono gli studenti, poi clientela mordi e fuggi, mercato più vivace da metà pomeriggio sino a sera tardi.
 

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