bilancio e frustrazioni dell’aula consiliare
Consiglio, gran lavoro ma da... “passacarte”
Lui attacca, lei smussa (ma punge su alcuni argomenti, a partire dal nuovo Piano urbanistico): visti i gruppi di appartenenza la cosa ci sta, perché al di là dell’aspetto istituzionale è difficile...
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Lui attacca, lei smussa (ma punge su alcuni argomenti, a partire dal nuovo Piano urbanistico): visti i gruppi di appartenenza la cosa ci sta, perché al di là dell’aspetto istituzionale è difficile scindere nettamente i due ruoli.
C’è stato il Consiglio comunale di Modena, con i suoi successi e le due difficoltà, al centro della conferenza con la quale la presidente Francesca Maletti e il vice Mario Bussetti, espressione rispettivamente di Pd e M5S, hanno fatto il bilancio dell’anno passato in piazza Grande. Partendo dai numeri, l’Assemblea ha approvato 95 delibere nelle 32 sedute del 2017, mentre gli ordini del giorno discussi e votati sono stati 85 e 148 le istanze trattate tra interrogazioni e interpellanze. Ottima anche la partecipazione, con una presenza media del 91,29% dei consiglieri (che per ogni seduta incassano un gettone di 90 euro lordi, che per le commissioni diventano 80).
Numeri significativi, che per la presidente Maletti confermano «l’alto livello di rispetto istituzionale, la collaborazione e l’impegno di tutti i consiglieri, sia di minoranza sia di maggioranza, per svolgere la funzione di indirizzo e controllo che compete al Consiglio».
Passando alle questioni più problematiche, la stoccata alla giunta arriva dal vicepresidente Bussetti: «Quello che dovrebbe essere il punto più alto della democrazia cittadina ha un ruolo “vuoto” in almeno due ambiti - spiega - a partire dall’urbanistica, perché soprattutto con lo “Sblocca Modena” il Consiglio fa pressoché da passacarte, al punto che ci sono stati casi in cui i lavori e gli interventi che dovrebbero autorizzare iniziano di fatto ancora prima che la specifica delibera venga votata. Inoltre - incalza il vicepresidente - troppo silenzioso è il ruolo fin qui designato per il Consiglio anche nel percorso delle nomine in enti partecipati dal Comune».
Un giudizio condiviso solo in parte dalla presidente: «Sono d’accordo con Bussetti quando dice che sulle cose complesse per i consiglieri c’è poco tempo, e dunque facciamo fatica a proporre modifiche, ma non credo che siamo ridotti a ricoprire il ruolo di passacarte, anche perché se qualcuno non è d’accordo può sempre votare contro…». Per quanto riguarda la questione nomine, la Maletti fa notare che «sono di competenza unica del sindaco: quello che noi abbiamo chiesto e ottenuto, anche se non è vincolante, è che chi si candida venga davanti alle commissioni congiunte a presentarsi».
Tornando alla questione urbanistica, la presidente del Consiglio fa notare che «ora che è arrivata la nuova legge regionale, stiamo aspettando il documento di indirizzi sul nuovo Piano urbanistico. Poi, se ci saranno dei temi che riguardano la rigenerazione urbana, il Consiglio è chiamato a verificarne l’interesse pubblico, non i metri quadrati e i mattoni». E a chi le chiede se il documento di indirizzi arriverà entro la fine del mandato, la Maletti replica punzecchiando l’assessore Vandelli: «Beh, sarebbe carino…».
Luca Gardinale
C’è stato il Consiglio comunale di Modena, con i suoi successi e le due difficoltà, al centro della conferenza con la quale la presidente Francesca Maletti e il vice Mario Bussetti, espressione rispettivamente di Pd e M5S, hanno fatto il bilancio dell’anno passato in piazza Grande. Partendo dai numeri, l’Assemblea ha approvato 95 delibere nelle 32 sedute del 2017, mentre gli ordini del giorno discussi e votati sono stati 85 e 148 le istanze trattate tra interrogazioni e interpellanze. Ottima anche la partecipazione, con una presenza media del 91,29% dei consiglieri (che per ogni seduta incassano un gettone di 90 euro lordi, che per le commissioni diventano 80).
Numeri significativi, che per la presidente Maletti confermano «l’alto livello di rispetto istituzionale, la collaborazione e l’impegno di tutti i consiglieri, sia di minoranza sia di maggioranza, per svolgere la funzione di indirizzo e controllo che compete al Consiglio».
Passando alle questioni più problematiche, la stoccata alla giunta arriva dal vicepresidente Bussetti: «Quello che dovrebbe essere il punto più alto della democrazia cittadina ha un ruolo “vuoto” in almeno due ambiti - spiega - a partire dall’urbanistica, perché soprattutto con lo “Sblocca Modena” il Consiglio fa pressoché da passacarte, al punto che ci sono stati casi in cui i lavori e gli interventi che dovrebbero autorizzare iniziano di fatto ancora prima che la specifica delibera venga votata. Inoltre - incalza il vicepresidente - troppo silenzioso è il ruolo fin qui designato per il Consiglio anche nel percorso delle nomine in enti partecipati dal Comune».
Un giudizio condiviso solo in parte dalla presidente: «Sono d’accordo con Bussetti quando dice che sulle cose complesse per i consiglieri c’è poco tempo, e dunque facciamo fatica a proporre modifiche, ma non credo che siamo ridotti a ricoprire il ruolo di passacarte, anche perché se qualcuno non è d’accordo può sempre votare contro…». Per quanto riguarda la questione nomine, la Maletti fa notare che «sono di competenza unica del sindaco: quello che noi abbiamo chiesto e ottenuto, anche se non è vincolante, è che chi si candida venga davanti alle commissioni congiunte a presentarsi».
Tornando alla questione urbanistica, la presidente del Consiglio fa notare che «ora che è arrivata la nuova legge regionale, stiamo aspettando il documento di indirizzi sul nuovo Piano urbanistico. Poi, se ci saranno dei temi che riguardano la rigenerazione urbana, il Consiglio è chiamato a verificarne l’interesse pubblico, non i metri quadrati e i mattoni». E a chi le chiede se il documento di indirizzi arriverà entro la fine del mandato, la Maletti replica punzecchiando l’assessore Vandelli: «Beh, sarebbe carino…».
Luca Gardinale
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