Fatture false, ditta nel mirino della Finanza
Azienda di Campogalliano è coinvolta nell’operazione “Sardinia Job”: 59 le persone indagate
2 MINUTI DI LETTURA
Anche un’azienda manifatturiera con sede legale a Campogalliano è coinvolta nell’operazione “Sardinia Job” della Guardia di Finanza di Pordenone.
Si tratta di un’indagine che ha passato al setaccio oltre mille posizioni lavorative irregolari, fatturazioni per operazioni inesistenti per 21 milioni di euro e 59 persone indagate: quattro per associazione a delinquere, 48 per reati tributari e sette per reati di riciclaggio, in relazione a distrazione di fondi per circa 700mila euro effettuate su conti correnti societari e operate tramite carte prepagate e vaglia postali.
Un mese fa la posizione dell’azienda di Campogalliano, il cui legale rappresentante risulta indagato, è stata stralciata e rimane a suo carico un solo capo d’imputazione per fatture inesistenti.
Sono questi i numeri principali dell’operazione “Sardinia job”: le indagini hanno permesso di smantellare un giro di appalti illeciti che abbraccia buona parte dell’Italia settentrionale.
Nel mirino dei militari è finita l’intermediazione illecita di manodopera - il cosiddetto caporalato - nel settore manifatturiero e industriale con emissione “di fatture per operazioni inesistenti e di riciclaggio per la quale - riferisce la Guardia di Finanza - è stata anche rilevata l’esistenza di un’associazione a delinquere la cui principale figura con funzione di promotore, coordinatore ed esecutore, era un soggetto nella provincia di Pordenone, attivo da svariati anni in queste attività criminose e già destinatario di più condanne e denuncia per reati legati all’ambiente economico e finanziario”.
L’attività illecita si basava “sulla dissimulazione di rapporti di appalto e subappalto- prosegue la nota - con società aventi minimo capitale sociale e intestate a prestanomi” con obblighi fiscali e contributivi nei riguardi della manodopera che appariva “sul piano formale” assunta e dipendente da tali imprese anziché da quelle realmente fruitrici.
Le indagini hanno consentito di individuare 13 società attive nella fornitura di manodopera, tutte con sede legale nella provincia di Sassari.
I lavoratori, invece, erano occupati in 37 aziende con sede in numerose province del nord Italia.
Tra queste figura anche Modena attraverso l’azienda manifatturiera di Campogalliano, oltre a Venezia, Brescia, Padova, Treviso, Vicenza, Bergamo, Pavia e Milano. I rappresentanti legali delle imprese coinvolte nell’indagine della Guardia di Finanza sono indagati.
Si tratta di un’indagine che ha passato al setaccio oltre mille posizioni lavorative irregolari, fatturazioni per operazioni inesistenti per 21 milioni di euro e 59 persone indagate: quattro per associazione a delinquere, 48 per reati tributari e sette per reati di riciclaggio, in relazione a distrazione di fondi per circa 700mila euro effettuate su conti correnti societari e operate tramite carte prepagate e vaglia postali.
Un mese fa la posizione dell’azienda di Campogalliano, il cui legale rappresentante risulta indagato, è stata stralciata e rimane a suo carico un solo capo d’imputazione per fatture inesistenti.
Sono questi i numeri principali dell’operazione “Sardinia job”: le indagini hanno permesso di smantellare un giro di appalti illeciti che abbraccia buona parte dell’Italia settentrionale.
Nel mirino dei militari è finita l’intermediazione illecita di manodopera - il cosiddetto caporalato - nel settore manifatturiero e industriale con emissione “di fatture per operazioni inesistenti e di riciclaggio per la quale - riferisce la Guardia di Finanza - è stata anche rilevata l’esistenza di un’associazione a delinquere la cui principale figura con funzione di promotore, coordinatore ed esecutore, era un soggetto nella provincia di Pordenone, attivo da svariati anni in queste attività criminose e già destinatario di più condanne e denuncia per reati legati all’ambiente economico e finanziario”.
L’attività illecita si basava “sulla dissimulazione di rapporti di appalto e subappalto- prosegue la nota - con società aventi minimo capitale sociale e intestate a prestanomi” con obblighi fiscali e contributivi nei riguardi della manodopera che appariva “sul piano formale” assunta e dipendente da tali imprese anziché da quelle realmente fruitrici.
Le indagini hanno consentito di individuare 13 società attive nella fornitura di manodopera, tutte con sede legale nella provincia di Sassari.
I lavoratori, invece, erano occupati in 37 aziende con sede in numerose province del nord Italia.
Tra queste figura anche Modena attraverso l’azienda manifatturiera di Campogalliano, oltre a Venezia, Brescia, Padova, Treviso, Vicenza, Bergamo, Pavia e Milano. I rappresentanti legali delle imprese coinvolte nell’indagine della Guardia di Finanza sono indagati.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
