Il Pd e la spina delle primarie affossate
di Luca Gardinale
Elezioni. La sinistra critica la strategia dei candidati imposti e chiede di aprirsi ai circoli. Fava media e Vecchi torna in pista
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«Torno ad essere a completa disposizione del partito di Modena». È stato un commosso Luciano Vecchi, ex assessore e consigliere regionale assolto nell’inchiesta “spese pazze” che ha coinvolto viale Aldo Moro “perché il fatto non sussiste”, ad aprire la direzione provinciale del Pd modenese, ieri sera a palazzo Europa. Un’assemblea molto partecipata, arrivata nel pieno della campagna elettorale verso le politiche del 4 marzo e soprattutto nel momento in cui il Pd sta decidendo anche a Modena - si fa per dire, visto che di fatto tutte le candidature saranno vagliate da Roma - i candidati al Parlamento.
Un tema che è stato affrontato subito dal nuovo segretario provinciale Davide Fava: «Come sapete abbiamo due tipologie di opzioni - ha spiegato - una proporzionale e una uninominale. Questa grammatica, insieme al rispetto delle quote uomo-donna, fa sì che cambi non di poco il quadro sul quale dobbiamo costruire un’ipotesi elettorale. L’ipotesi che presentiamo - ha aggiunto - è quella di un percorso che non è sicuramente quello delle primarie, che senza dubbio sarebbe stata un’ottima opportunità per iniziare con brio una campagna elettorale, ma l’obiettivo che ci siamo dati è quello di costruire un percorso che ci porti a condividere un documento programmatico e a individuare i soggetti che possono esprimere la nostra proposta».
Dopo l’intervento del segretario, il primo a prendere la parola è stato il vicesindaco di Fiorano Marco Biagini, che ha presentato un ordine del giorno condiviso dalla sinistra dem che chiede partecipazione nella scelta dei candidati: «Quello di essere bypassati da logiche nazionali che non tengono conto delle esigenze del territorio sembra essere un timore fondato, ma abbiamo già troppi problemi - ha ironizzato - per avere anche dei casini. Credo che tra persone che si rispettano ci si debba parlare chiaramente, e il tema dei nomi c’è, quindi crediamo che sia necessario discuterne prima che arrivino dall’alto».
Concetti rafforzati dall’intervento del consigliere comunale modenese Tommaso Fasano: «Le primarie per noi sarebbero state l’opzione migliore - ha spiegato - ma bisogna cercare un percorso di condivisione con elettori e iscritti all’interno dei circoli che possa allargare la base e individuare i migliori rappresentanti del territorio. In questo - ha aggiunto - vedo un problema rispetto alle indicazioni della segreteria: non possiamo arrivare nei circoli con una lista di nomi già pronta, perché sarebbe una chiara barriera al dibattito».
Critico anche il sindaco di Soliera Roberto Solomita: «Non sono un fan delle primarie a prescindere ma è innegabile che questo strumento abbia il vantaggio dell’esigibilità dei risultati, dunque, non potendo metterlo in campo, dovremmo individuare un altro strumento che si avvicini a questa esigibilità. Non possiamo andare nei circoli con una rosa dalle caratteristiche ambigue perché altrimenti il percorso potrebbe sembrare una farsa». Temi condensati nell’ordine del giorno presentato dalla sinistra, che chiede una partecipazione reale e boccia l’ipotesi di rose bloccate da presentare poi ai circoli.
Tra gli altri interventi, l’ex sindaco di Modena Giorgio Pighi ha ricordato che «la preoccupazione è come riusciremo a gestire il dibattito interno a questa campagna elettorale, che sarà complicata. Il primo punto riguarda la condivisione dei programmi, che devono tener presente un dato: gli elettori ci ascoltano per le risposte che siamo in grado di fornire ai problemi rimasti sul tappeto».
Un tema che è stato affrontato subito dal nuovo segretario provinciale Davide Fava: «Come sapete abbiamo due tipologie di opzioni - ha spiegato - una proporzionale e una uninominale. Questa grammatica, insieme al rispetto delle quote uomo-donna, fa sì che cambi non di poco il quadro sul quale dobbiamo costruire un’ipotesi elettorale. L’ipotesi che presentiamo - ha aggiunto - è quella di un percorso che non è sicuramente quello delle primarie, che senza dubbio sarebbe stata un’ottima opportunità per iniziare con brio una campagna elettorale, ma l’obiettivo che ci siamo dati è quello di costruire un percorso che ci porti a condividere un documento programmatico e a individuare i soggetti che possono esprimere la nostra proposta».
Dopo l’intervento del segretario, il primo a prendere la parola è stato il vicesindaco di Fiorano Marco Biagini, che ha presentato un ordine del giorno condiviso dalla sinistra dem che chiede partecipazione nella scelta dei candidati: «Quello di essere bypassati da logiche nazionali che non tengono conto delle esigenze del territorio sembra essere un timore fondato, ma abbiamo già troppi problemi - ha ironizzato - per avere anche dei casini. Credo che tra persone che si rispettano ci si debba parlare chiaramente, e il tema dei nomi c’è, quindi crediamo che sia necessario discuterne prima che arrivino dall’alto».
Concetti rafforzati dall’intervento del consigliere comunale modenese Tommaso Fasano: «Le primarie per noi sarebbero state l’opzione migliore - ha spiegato - ma bisogna cercare un percorso di condivisione con elettori e iscritti all’interno dei circoli che possa allargare la base e individuare i migliori rappresentanti del territorio. In questo - ha aggiunto - vedo un problema rispetto alle indicazioni della segreteria: non possiamo arrivare nei circoli con una lista di nomi già pronta, perché sarebbe una chiara barriera al dibattito».
Critico anche il sindaco di Soliera Roberto Solomita: «Non sono un fan delle primarie a prescindere ma è innegabile che questo strumento abbia il vantaggio dell’esigibilità dei risultati, dunque, non potendo metterlo in campo, dovremmo individuare un altro strumento che si avvicini a questa esigibilità. Non possiamo andare nei circoli con una rosa dalle caratteristiche ambigue perché altrimenti il percorso potrebbe sembrare una farsa». Temi condensati nell’ordine del giorno presentato dalla sinistra, che chiede una partecipazione reale e boccia l’ipotesi di rose bloccate da presentare poi ai circoli.
Tra gli altri interventi, l’ex sindaco di Modena Giorgio Pighi ha ricordato che «la preoccupazione è come riusciremo a gestire il dibattito interno a questa campagna elettorale, che sarà complicata. Il primo punto riguarda la condivisione dei programmi, che devono tener presente un dato: gli elettori ci ascoltano per le risposte che siamo in grado di fornire ai problemi rimasti sul tappeto».
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