Modena, caso Caffè Concerto: «Massima trasparenza»
Il Comune si difende dopo la singolare decisione del pagamento “in natura”: «Ha scelto il consiglio comunale, non si crea nessun precedente con altri gestori»
MODENA. Ha fatto discutere, in città, la notizia della delibera che ha per protagonista il Caffè Concerto e l’accordo che va a saldare un debito col Comune con gli arredi del locale. Accordo messo nero su bianco con la delibera di giunta del 19 dicembre scorso, che risolve il problema del debito della società nei confronti del Comune con un pagamento in... natura: l’amministrazione rinuncia al credito maturato negli anni passati - quantificato in 275mila 750 euro - in cambio degli arredi e delle attrezzature del locale, valutati complessivamente 327mila euro da un consulente del Tribunale. Cifra che però il Comune non pagherà, dal momento che verrà messa in conto come pagamento anticipato degli affitti fino al 23 aprile, quando scadrà la proroga concessa e si passerà al nuovo bando.
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La domanda che tutti ieri, commetando la notizia, si sono posti, è soprattutto: questa decisione crea un precedente e come si procederà con gli altri gestori di spazi comunali che lamenteranno debiti e problemi col canone?
La risposta è stata affidata all’assessore al patrimonio Gabriele Giacobazzi: «Non si crea alcun precedente. La vicenda ha una sua specificità che nasce dall’esigenza di garantire nel modo migliore l’interesse pubblico di fronte alla necessità di assegnare con una gara la gestione dei locali, visto che non era più possibile rinnovare il precedente contratto. Come amministrazione comunale abbiamo quindi espresso la volontà di acquisire gli arredi, realizzati a suo tempo sulla base delle indicazioni della Sovrintendenza, per consentire nella gara parità di condizioni tra tutti i partecipanti. Lo abbiamo fatto con il massimo della trasparenza in Consiglio comunale, nell’ambito della variazione di bilancio, e sulla base di quella decisione è stato modificato il bando prevedendo anche, ovviamente, un canone di locazione più alto di quello indicato nell’avviso precedente. Nel frattempo, il Comune non ha mai rinunciato a esigere dal gestore il pagamento del debito, dovuto in particolare ad alcune utenze. Le parti hanno valutato di utilizzare uno strumento espressamente previsto dalle norme arrivando a una transazione che garantisce sia il pagamento degli arretrati sia l'acquisizione degli arredi a un costo inferiore a quello della perizia».
«Ritengo che questo - chiude Giacobazzi - sia stato un modo efficace di assicurare l'interesse pubblico senza creare precedenti che possano essere trasferiti automaticamente ad altre situazioni».
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