Raid dei ladri: spaccati 5 chioschi a Modena
Vetrate sfasciate a pietre e mazzate. I delinquenti si feriscono. «Ogni anno è così, abbiamo paura»
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MODENA «Ogni anno è così. Almeno una volta, arrivano di notte, sfasciano le vetrate dei nostri chioschi e ci derubano. Questa volta però hanno fatto un grosso danno. Grosso perché qui si lavora poco e si guadagna poco».
È mattina presto e i commercianti delle baracchine di Piazza 1 Maggio, accanto alla stazione delle corriere – quelle che un tempo erano in centro in piazza XX Settembre - si trovano davanti a una pessima sorpresa. È da poco terminato un raid di ladri. Cinque baracchine sono state seriamente danneggiate. Una sesta era stata colpita solo una settimana prima e una settima aveva subito un tentativo di effrazione terminato con la serratura danneggiata. Si sentono presi di mira, i commercianti. Dicono di aver paura, di sentirsi impotenti di fronte a questi raid. Quello precedente risale a solo un mese fa. Il prossimo quando sarà?
Mentre la Polizia Scientifica compie meticolosi rilievi sui pezzi di vetro e sul sangue in terra, ognuno indica il suo danno. Vanno cambiate le porte dei chioschi. Sono soldi, tanti per loro, che da sempre lamentano uno scarso traffico di passanti e quindi pochi guadagni.
Chi ha compiuto questo raid? Tanti sospetti, nessuna certezza. Se non sono stati vandali (ed è improbabile perché sarebbe la prima volta), si tratta di disperati in cerca di denaro facile. Tossicomani o sbandati. Qualcuno dice di non avere prove ma sospetta la solita ghenga di delinquenti al centro del vicino Parco Novi Sad, gli stessi che prendono di mira i passanti e compiono scippi e furti.
L’unica derubata è stata Mirella, commerciante di lungo corso e conosciutissima: «Forse hanno rubato un piumino. Ce ne sono pezzetti attaccati al vetro spaccato. Ma non è tanto il valore della merce rubata - specifica - è il danno».
Cosa si può fare?, si chiedono i commercianti. «Qui ci sono le telecamere del Comune che dovrebbero garantire la sicurezza, ma ci sono pochi passaggi della polizia e l’illuminazione di sera è scarsa», dice Cui Lingjing, la commerciante cinese che ha il chiosco di valige di fronte al Barozzi, uno dei più conosciuti del mercatino. «Ho paura. Quando fa buio di sera qui non passa nessuno. Anche il sabato, nessuno. Si guadagna poco. E si pagano i danni».
Abbusaid, bengalese, indica il suo chiosco. «Ecco, hanno spaccato il vetro qui - dice - sono già venuti a rubare un mese fa. Adesso un altro danno».
Già, non sono entrati né qui né altrove, tranne che da Mirella: i ladri hanno spaccato vetrate temperate a fatica e con insistenza ma senza aprire le altre baracchine e portare a termine la razzia. Però si sono feriti. In un caso, un ladro ha perso sangue in abbondanza.
«È la prima volta che vengono da me - dice Yang, una ragazza cinese - hanno fatto un buco nel vetro ma non sono entrati».
Rayhn, giovane bengalese indica il danno al suo chiosco: vetri in terra e gocce di sangue. Da lui erano già passati, racconta. Un mese fa di notte qualcuno aveva provato a forzare la serratura rovinandola e costringendolo a cambiarla.
Mirella sostiene che non è vero che ci sono pochi clienti: «Ci sono tante storie su piazza XX Settembre. In realtà qui si lavora bene meglio che là. Solo passano poche auto a controllare».
In effetti, c’è chi dice che i passaggi delle pattuglie sono rari: uno o due al giorno; pochi attimi per controllare e poi via. «Di notte siamo soli - dice un cinese - tante volte io mi alzo dal letto e vengo qua per controllare. Abbiamo paura».
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