cispadana. I partiti
«L’autostrada favore alle lobby, qui serve una strada locale»
Dopo la bocciatura del Parlamento Europeo e le rassicurazioni della Regione sul fatto che la Cispadana ha i conti chiari e non inquinerà o cementificherà la Bassa, si susseguono le reazioni politiche:...
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Dopo la bocciatura del Parlamento Europeo e le rassicurazioni della Regione sul fatto che la Cispadana ha i conti chiari e non inquinerà o cementificherà la Bassa, si susseguono le reazioni politiche: «La decisione della Commissione europea per le petizioni di accogliere le osservazioni del Coordinamento cispadano NO Autostrada rende merito al lavoro straordinario promosso da partiti, associazioni e comitati che da anni si battono per fermare questa grande opera sbagliata e insostenibile», dice una nota di Potere al Popolo, la nuova formazione di sinistra costituita ieri sera a Modena.
«La Presidente della Commissione petizioni chiede alla Regione Emilia-Romagna di “intervenire affinché si possa scongiurare il prodursi di danni irreversibili sulla salute e l’ambiente dei cittadini”, e questa richiesta può essere accolta solo abbandonando la follia di un’autostrada sbagliata dal punto di vista trasportistico, ambientale ed economico. La soluzione ai cronici problemi di viabilità della bassa modenese sta in una strada urbana al servizio dei centri urbani e industriali senza devastare i centri storici con un’arteria chiusa. Perché quello che i sostenitori della soluzione autostradale non dicono è che l’autostrada, oltre a portare pensate inquinamento, richiede ulteriore consumo di suolo per la realizzazione di nuova viabilità necessaria a mitigare l’effetto barriera che un’autostrada porta con se».
Stessa posizione dei deputati M5S Michele Dell’Orco e Vittorio Ferraresi: «La Commissione europea parla di possibili danni irreversibili alla salute dei cittadini e all’ambiente. Ridicolizza il senso di una compatibilità ambientale rilasciata con oltre duecento prescrizioni e condivide gli allarmi sulla qualità dell’aria e su una mancata valutazione degli effetti cumulativi dell’opera. In pratica ci dicono che rischiamo una procedura di infrazione e quindi soldi pubblici ma dalla Regione sembrano fare spallucce e voler tirare avanti. Ci auguriamo invece che, per una volta, Bonaccini & Co non siano tanto presuntuosi da ignorare le perplessità di tanti cittadini e della Commissione europea ma che, con umiltà, riesaminino la questione in maniera scientifica proponendo nuove e più interessanti soluzioni».
«I problemi di viabilità e di competitività –dichiarano i pentastellati- non si risolvono costruendo una nuova autostrada che serve solo a portare clienti sull’A22 di Autobrennero. La vera opera di cui il nostro territorio in questo momento ha urgenza è un vero piano antismog. Siamo a favore di un’infrastruttura leggera al servizio del territorio ma non di una autostrada a pagamento a servizio delle lobby».
«La Presidente della Commissione petizioni chiede alla Regione Emilia-Romagna di “intervenire affinché si possa scongiurare il prodursi di danni irreversibili sulla salute e l’ambiente dei cittadini”, e questa richiesta può essere accolta solo abbandonando la follia di un’autostrada sbagliata dal punto di vista trasportistico, ambientale ed economico. La soluzione ai cronici problemi di viabilità della bassa modenese sta in una strada urbana al servizio dei centri urbani e industriali senza devastare i centri storici con un’arteria chiusa. Perché quello che i sostenitori della soluzione autostradale non dicono è che l’autostrada, oltre a portare pensate inquinamento, richiede ulteriore consumo di suolo per la realizzazione di nuova viabilità necessaria a mitigare l’effetto barriera che un’autostrada porta con se».
Stessa posizione dei deputati M5S Michele Dell’Orco e Vittorio Ferraresi: «La Commissione europea parla di possibili danni irreversibili alla salute dei cittadini e all’ambiente. Ridicolizza il senso di una compatibilità ambientale rilasciata con oltre duecento prescrizioni e condivide gli allarmi sulla qualità dell’aria e su una mancata valutazione degli effetti cumulativi dell’opera. In pratica ci dicono che rischiamo una procedura di infrazione e quindi soldi pubblici ma dalla Regione sembrano fare spallucce e voler tirare avanti. Ci auguriamo invece che, per una volta, Bonaccini & Co non siano tanto presuntuosi da ignorare le perplessità di tanti cittadini e della Commissione europea ma che, con umiltà, riesaminino la questione in maniera scientifica proponendo nuove e più interessanti soluzioni».
«I problemi di viabilità e di competitività –dichiarano i pentastellati- non si risolvono costruendo una nuova autostrada che serve solo a portare clienti sull’A22 di Autobrennero. La vera opera di cui il nostro territorio in questo momento ha urgenza è un vero piano antismog. Siamo a favore di un’infrastruttura leggera al servizio del territorio ma non di una autostrada a pagamento a servizio delle lobby».
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