Stranieri, in dieci anni sono diventati il 14,2%
di Valeria Cammarota
Nel 2006 erano poco più di seimila contro gli oltre diecimila di un anno fa I carpigiani sono 71mila, 30mila le famiglie. Nelle frazioni il 19% dei cittadini
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Come ogni anno, il Dup (Documento Unico di Programmazione) dà la cifra dei cambiamenti in corso, sotto tutti i punti di vista - anagrafico, economico, programmatico - ponendosi come punto di partenza del ciclo di programmazione dell’Amministrazione per l'immediato futuro. Rappresenta, dunque, una fotografia al 31 dicembre 2016 il Dup approvato a fine 2017, che scatta un'istantanea della città utile a pianificare decisioni e investimenti per l'anno in corso. Erano 71.060 i cittadini residenti a fine 2016. È quanto rilevano gli studi dell'Ufficio Statistica: un trend in aumento tra il 2006 e il 2010, arrestatosi nel 2011 e nel 2012, per poi aumentare nuovamente dal 2013 al 2016. Una popolazione che vive prevalentemente nel nucleo centrale della città (+ 305 unità rispetto al 2015), mentre il 19,6% dei cittadini risiede nelle frazioni. Quanto alle famiglie, queste sono 29.948, delle quali più del 30% sono costituite da una sola persona e che crescono di 145 unità rispetto al 2015: un fenomeno in aumento specie tra le donne oltre i 65 anni, che rappresentano il 33,2% di tutte le famiglie “single”.
Per quanto riguarda, invece, le altre tipologie famigliari, i nuclei composti da due persone rimangono praticamente costanti nel tempo, mentre si riduce progressivamente la percentuale delle famiglie più numerose. Quanto alla composizione di genere, uomini e donne sono ben distribuiti e raggiungono quasi la parità. Le donne, infatti, sono 36.754 (51,7% della popolazione); gli uomini 34.306 (48,3%). Va detto, che le signore ultra ottantacinquenni rappresentano il 4,5% della popolazione femminile, mentre tale percentuale si abbassa al 2,1% per quella maschile; così come va sottolineato che le donne che vivono sole sono superiori agli uomini: 5.762 contro soli 3.825. Ex aequo, invece, per la classe di età più popolosa, quella tra i 45 e i 49 anni, che vede una sostanziale omogeneità tra i due sessi. Nell’ultimo decennio, infine, il numero degli stranieri residenti - 116 le nazionalità, di cui le più numerose sono la pakistana, la rumena e la cinese - è quasi raddoppiato: nel 2006 erano 6.047, nel 2016 10.087: si è dunque passati da un 9,3%, al 14,2% della popolazione. È importante osservare come il trend in aumento della presenza di stranieri in città abbia conosciuto una battuta d’arresto nel 2014, mentre nel 2015 il loro numero è tornato a crescere lievemente, per poi calare ancora nel 2016. Queste flessioni hanno diverse spiegazioni.
Non sono, infatti, dovute principalmente a un arresto del fenomeno migratorio in entrata, ma sono influenzate sia dalle cancellazioni operate nel corso della revisione dell’anagrafe, sia dal conferimento della cittadinanza italiana: nel 2014, sono stati 317 i cittadini divenuti italiani, nel 2015 441, nel 2016 ben 637.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Per quanto riguarda, invece, le altre tipologie famigliari, i nuclei composti da due persone rimangono praticamente costanti nel tempo, mentre si riduce progressivamente la percentuale delle famiglie più numerose. Quanto alla composizione di genere, uomini e donne sono ben distribuiti e raggiungono quasi la parità. Le donne, infatti, sono 36.754 (51,7% della popolazione); gli uomini 34.306 (48,3%). Va detto, che le signore ultra ottantacinquenni rappresentano il 4,5% della popolazione femminile, mentre tale percentuale si abbassa al 2,1% per quella maschile; così come va sottolineato che le donne che vivono sole sono superiori agli uomini: 5.762 contro soli 3.825. Ex aequo, invece, per la classe di età più popolosa, quella tra i 45 e i 49 anni, che vede una sostanziale omogeneità tra i due sessi. Nell’ultimo decennio, infine, il numero degli stranieri residenti - 116 le nazionalità, di cui le più numerose sono la pakistana, la rumena e la cinese - è quasi raddoppiato: nel 2006 erano 6.047, nel 2016 10.087: si è dunque passati da un 9,3%, al 14,2% della popolazione. È importante osservare come il trend in aumento della presenza di stranieri in città abbia conosciuto una battuta d’arresto nel 2014, mentre nel 2015 il loro numero è tornato a crescere lievemente, per poi calare ancora nel 2016. Queste flessioni hanno diverse spiegazioni.
Non sono, infatti, dovute principalmente a un arresto del fenomeno migratorio in entrata, ma sono influenzate sia dalle cancellazioni operate nel corso della revisione dell’anagrafe, sia dal conferimento della cittadinanza italiana: nel 2014, sono stati 317 i cittadini divenuti italiani, nel 2015 441, nel 2016 ben 637.
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