Abusi nel deposito auto, bisogna demolire
Formigine. Vince il Comune e il Tar impone l’intervento anche se l’affittuario non libera l’area
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FORMIGINE. Gli abusi edilizi - riscontrati mentre veniva mappato il territorio alla presenza di amianto - erano stati riscontrati tra il 2007 e il 2009 tanto che era arrivata un’ordinanza di demolizione e ripristino dei luoghi. Ma sulla vecchia stalla di Magreta, in quel momento affittata ad un noto imprenditore specializzato nel recupero e deposito di auto incidentate - nessuno aveva fatto nulla. Anzi, la proprietaria, che aveva ereditato l’immobile, ha invece preferito intraprendere le vie legali per vedersi riconosciuta la mancata responsabilità sull’intervento.
Ed invece i giudici del Tar, con un’articolata sentenza, hanno dato ragione al Comune, imponendo le demolizioni e confermando la sanzione alla proprietaria della struttura. Spetterà a lei, semmai lo vorrà, in sede civilistica potrà chiedere i danni a colui che ha realizzato gli interventi abusivi.
A nulla sono vali i tentativi di imputare all’affittuario le responsabilità degli abusi, alcuni avvenuti ben prima degli accertamenti sulla vecchia stalla e ora deposito di auto. E non ha ottenuto riscontri neppure la curiosa situazione che si era venuta a creare dopo la scoperta degli illeciti e l’imposizione del Comune. Perché la proprietà, ha spiegato ai giudici, che il contratto di locazione è stato risolto per inadempimento, ed il giudice ha ordinato il rilascio del bene, ma, nonostante la ricorrente abbia notificato l'atto di precetto per il rilascio, l’affittuario continua a detenere il bene, senza titolo, impedendo di fatto ogni tentativo di demolizione. A fronte di questa tesi il Tar ha però replicato che “per escludere la responsabilità anche a titolo di colpa del proprietario è necessario provare l'adeguato esercizio dei poteri dominicali di vigilanza sulla condotta dell'affittuario che nel caso di specie non risultano essere utilizzati”. In sostanza la donna non ha vigilato sul proprio bene che ora dovrà sistemare.
Ed invece i giudici del Tar, con un’articolata sentenza, hanno dato ragione al Comune, imponendo le demolizioni e confermando la sanzione alla proprietaria della struttura. Spetterà a lei, semmai lo vorrà, in sede civilistica potrà chiedere i danni a colui che ha realizzato gli interventi abusivi.
A nulla sono vali i tentativi di imputare all’affittuario le responsabilità degli abusi, alcuni avvenuti ben prima degli accertamenti sulla vecchia stalla e ora deposito di auto. E non ha ottenuto riscontri neppure la curiosa situazione che si era venuta a creare dopo la scoperta degli illeciti e l’imposizione del Comune. Perché la proprietà, ha spiegato ai giudici, che il contratto di locazione è stato risolto per inadempimento, ed il giudice ha ordinato il rilascio del bene, ma, nonostante la ricorrente abbia notificato l'atto di precetto per il rilascio, l’affittuario continua a detenere il bene, senza titolo, impedendo di fatto ogni tentativo di demolizione. A fronte di questa tesi il Tar ha però replicato che “per escludere la responsabilità anche a titolo di colpa del proprietario è necessario provare l'adeguato esercizio dei poteri dominicali di vigilanza sulla condotta dell'affittuario che nel caso di specie non risultano essere utilizzati”. In sostanza la donna non ha vigilato sul proprio bene che ora dovrà sistemare.
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