Bonifica dell’amianto dai tetti delle case: soltanto due richieste
di Gabriele Bassanetti
Fiorano. Nessuno sfrutta gli incentivi proposti dal Comune Flop dell’iniziativa: rimangono oltre 34mila mq a rischio
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FIORANO. Per ora l’amianto resta sui tetti, almeno su quelli delle abitazioni private. Nel 2017 il Comune di Fiorano ha monitorato il suo intero territorio tramite droni alla ricerca delle coperture in amianto bisognose di rimozione e smaltimento. Ne ha censiti oltre 800mila metri quadrati, la maggior parte dei quali su strutture aziendali, ma anche circa 35mila su strutture private.
Per queste ultime, che appartengono a soggetti con risorse evidentemente diverse da quelle di un’industria, è stato attivato in estate del 2017 un bando specifico che prevedeva contributi per la rimozione pari a 250 euro per le superfici comprese fra 12 e 50 metri quadrati; di 4 euro a metro quadro per superfici superiori a 50 mq, con un tetto massimo di 1.500 euro. Più un “contributo premiante”, in grado di raddoppiare i fondi erogati. Il contributo premiante raddoppia il contributo di bonifica, con un massimo di 3mila euro.
Erano stati stanziati per questa specifica voce, rimozione amianti da edifici privati, 30mila euro da erogare fino a esaurimento. Ma la proposta non sembra aver allettato i fioranesi. A fine anno infatti sono state solo due le domande di contributo, per complessivi 1200 euro e per una superficie totale di 290 metri quadrati. Ne restano ben 34.710 e restano 28.800 euro non richiesti.
È chiaro che le ragioni per quello che comunque si può definire un temporaneo insuccesso ci sono. Il bando è uscito in agosto ed è riferito a interventi realizzati nel 2017, a partire da gennaio. Era il primo anno della sua pubblicazione ed è sicuro che verrà rifinanziato anche nel 2018, quando saranno già disponibili oltre 28mila euro non spesi lo scorso anno ai quali se ne potranno aggiungere altri, magari aumentando anche il contributo erogabile a ogni proprietario richiedente.
Ma di certo, con tutte le campagne di sanità, politica e stampa dedicate ai pericoli dei tetti in amianto, con le proteste anche plateali per la presenza di certi tetti considerati a rischio, con tutta la sensibilità insomma che il tema dell’amianto suscita a parole, era difficile prevedere che una campagna “asbestos free”, finanziata con soldi pubblici, trovasse una risposta così debole e non venisse fra l’altro pubblicizzata da nessuno, Comune a parte.
Per queste ultime, che appartengono a soggetti con risorse evidentemente diverse da quelle di un’industria, è stato attivato in estate del 2017 un bando specifico che prevedeva contributi per la rimozione pari a 250 euro per le superfici comprese fra 12 e 50 metri quadrati; di 4 euro a metro quadro per superfici superiori a 50 mq, con un tetto massimo di 1.500 euro. Più un “contributo premiante”, in grado di raddoppiare i fondi erogati. Il contributo premiante raddoppia il contributo di bonifica, con un massimo di 3mila euro.
Erano stati stanziati per questa specifica voce, rimozione amianti da edifici privati, 30mila euro da erogare fino a esaurimento. Ma la proposta non sembra aver allettato i fioranesi. A fine anno infatti sono state solo due le domande di contributo, per complessivi 1200 euro e per una superficie totale di 290 metri quadrati. Ne restano ben 34.710 e restano 28.800 euro non richiesti.
È chiaro che le ragioni per quello che comunque si può definire un temporaneo insuccesso ci sono. Il bando è uscito in agosto ed è riferito a interventi realizzati nel 2017, a partire da gennaio. Era il primo anno della sua pubblicazione ed è sicuro che verrà rifinanziato anche nel 2018, quando saranno già disponibili oltre 28mila euro non spesi lo scorso anno ai quali se ne potranno aggiungere altri, magari aumentando anche il contributo erogabile a ogni proprietario richiedente.
Ma di certo, con tutte le campagne di sanità, politica e stampa dedicate ai pericoli dei tetti in amianto, con le proteste anche plateali per la presenza di certi tetti considerati a rischio, con tutta la sensibilità insomma che il tema dell’amianto suscita a parole, era difficile prevedere che una campagna “asbestos free”, finanziata con soldi pubblici, trovasse una risposta così debole e non venisse fra l’altro pubblicizzata da nessuno, Comune a parte.
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