i gestori chiedono garanzie
Chioschi, si tratta per il progetto futuro
Il progetto che ancora non c’è, ma nell’auspicio di tutti ci sarà a breve, continua a fare discutere. Si parla ovviamente degli scheletri dei chioschi dopo che giovedì l’assessore all’urbanistica...
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Il progetto che ancora non c’è, ma nell’auspicio di tutti ci sarà a breve, continua a fare discutere. Si parla ovviamente degli scheletri dei chioschi dopo che giovedì l’assessore all’urbanistica Anna Maria Vandelli ha assicurato che entro pochi giorni il Comune incontrerà i gestori con i quali ci si vuole mettere d’accordo per completare le prime tre strutture in cemento lungo il parco delle Rimembranze.
Non sarà facile, a sentire gli stessi concessionari che corrono il rischio di arrivare alla quarta estate senza le loro strutture. Il Comune infatti spiega che verrà loro incontro anche dal punto di vista economico, ma i commercianti sono già sul piede di guerra. Spiega Giuseppe Paolini, proprietario baracchina Elio: «Spero di ripartire - dice - dopo le parole della Vandelli, sono stati 4 anni durissimi da vivere visto che io sono qui dal 1972». Critica anche Rita Del Vecchio, portavoce del comitato antichioschi: «Quel che mi preoccupa di più è la storia del Cedro che dicono di avere eliminato, ma il proprietario dove lo mettono? Vero è che è calato il numero totale dei chioschi, ma la loro concentrazione nella zona tra ex Questura e la fine del viale è altissima. Ora speriamo nel secondo grado del processo con Italia Nostra parte civile. Questo parco lo vogliono trasformare in una galleria commerciale all’aria aperta, con ristorazione 365 giorni l’anno, mentre ora noi speriamo nel secondo grado visto che questo è un luogo della rimembranza, un monumento alla memoria dove va bene qualche punto di ristoro senza esagerare».
Sul tema interviene anche il M5S con una nota. «L’assessore Vandelli - spiegano i consiglieri 5 stelle - ha precisato che verranno mantenute le strutture esistenti e che il Comune si è mosso correttamente. Queste affermazioni si mantengono sulla linea espressa trionfalmente dal sindaco dopo la sentenza di assoluzione, ma il soprintendente Malnati parla invece di “ripartenza da zero” sulla questione. Il M5S Modena auspica davvero che si possa arrivare questa volta ad una soluzione condivisa con la città, che non dia adito a ulteriori malumori e possa, in maniera certa, essere operativa il prima possibile. In linea con quanto richiesto dal giudice nella sentenza. Una scelta che non corra il rischio di essere ancora “controversa” o a rischio di abbattimento futuro, visto che c’è ancora in ballo l’appello. Fondamentale importanza il passaggio di condivisione di tale progetto con i soggetti interessati, e con coloro che potrebbero muovere obiezioni motivate». (s.l.)
Non sarà facile, a sentire gli stessi concessionari che corrono il rischio di arrivare alla quarta estate senza le loro strutture. Il Comune infatti spiega che verrà loro incontro anche dal punto di vista economico, ma i commercianti sono già sul piede di guerra. Spiega Giuseppe Paolini, proprietario baracchina Elio: «Spero di ripartire - dice - dopo le parole della Vandelli, sono stati 4 anni durissimi da vivere visto che io sono qui dal 1972». Critica anche Rita Del Vecchio, portavoce del comitato antichioschi: «Quel che mi preoccupa di più è la storia del Cedro che dicono di avere eliminato, ma il proprietario dove lo mettono? Vero è che è calato il numero totale dei chioschi, ma la loro concentrazione nella zona tra ex Questura e la fine del viale è altissima. Ora speriamo nel secondo grado del processo con Italia Nostra parte civile. Questo parco lo vogliono trasformare in una galleria commerciale all’aria aperta, con ristorazione 365 giorni l’anno, mentre ora noi speriamo nel secondo grado visto che questo è un luogo della rimembranza, un monumento alla memoria dove va bene qualche punto di ristoro senza esagerare».
Sul tema interviene anche il M5S con una nota. «L’assessore Vandelli - spiegano i consiglieri 5 stelle - ha precisato che verranno mantenute le strutture esistenti e che il Comune si è mosso correttamente. Queste affermazioni si mantengono sulla linea espressa trionfalmente dal sindaco dopo la sentenza di assoluzione, ma il soprintendente Malnati parla invece di “ripartenza da zero” sulla questione. Il M5S Modena auspica davvero che si possa arrivare questa volta ad una soluzione condivisa con la città, che non dia adito a ulteriori malumori e possa, in maniera certa, essere operativa il prima possibile. In linea con quanto richiesto dal giudice nella sentenza. Una scelta che non corra il rischio di essere ancora “controversa” o a rischio di abbattimento futuro, visto che c’è ancora in ballo l’appello. Fondamentale importanza il passaggio di condivisione di tale progetto con i soggetti interessati, e con coloro che potrebbero muovere obiezioni motivate». (s.l.)
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