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«Noi, i difensori della Famiglia»

«Noi, i difensori della Famiglia»

Presentati i candidati del “Popolo” formazione che sarà indipendente al voto

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Un ex forzista modenese, un imprenditore mirandolese, un’insegnante maranellese. Il Popolo della Famiglia presenta i candidati del nostro territorio per le elezioni politiche del 4 marzo. Dello schieramento fanno parte il presidente del circolo Flavio Morani, Massimo Marchesi e Roberta Pezzuoli.

«A Pavullo lo Stato ha deciso che la morte è più importante della vita - ha chiosato il primo, ex presidente del club Forza Silvio Modena - chiudendo il punto nascite e tenendo aperto il punto morte. Le mamme possono così decidere di porre fine alla vita che hanno in grembo, ma non dare alla luce i loro figli: è una vergogna contro cui ci batteremo. Regaleremo stetoscopi alle mamme che hanno una gravidanza indesiderata perché possano sentire il battito del cuore dei loro figli». Il no all’aborto è uno dei punti inseriti nel programma, portato avanti a livello nazionale da Mario Adinolfi. Tra i sì, invece, un bonus maternità di mille euro, esclusivamente per cittadine italiane e lo stop alle tasse una volta nato il terzo figli.

«Non comporterà un dispendio maggiori di energie e risorse - ha garantito Mirko De Carli, consigliere del movimento a Riolo Terme (Ravenna) - perché nei primi anni avremo maggiori entrate fiscali per coprire il reddito di maternità». Il ravennate ha aggiunto che a Modena «c’è bisogno di un rilancio economico-industriale», mentre a Roma il movimento «sarà fuori da ogni schieramento in campagna elettorale per poi dialogare con tutti a schiena dritti, senza cedere in alcun modo a principi innegoziabili come la famiglia e la vita». Nel simbolo del movimento c’è una scritta: “No gender nelle scuole”. Il riferimento, ha spiegato De Carli, è al comma 16 della legge sulla buona scuola. «Introduce un principio sacrosanto che non ha nulla a che fare con la teoria gender», aveva puntualizzato l’ex ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, denunciando una «truffa culturale» contro cui era possibile «passare anche a strumenti legali». «Hanno cercato d’introdurre una teoria pseudo-gender nella nostra scuola - ha sostenuto ieri Roberta Pezzuoli, insegnante maranellese di pianoforte al Sigonio - ma abbiamo deciso che non avrebbe dovuto esserci: teniamo all’educazione dei nostri ragazzi». «Sosteniamo la dottrina sociale della chiesa», ha ribadito Massimo Marchesi, imprenditore mirandolese. (g.f.)

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