Rocco Baglio condannato a dieci anni
di Daniele Montanari
Corruzione, turbativa, incendi ed estorsione. Tre anni ai due esecutori. Paga anche Cornia, l’ex sindaco Ralenti prescritto
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SERRAMAZZONI. Condanna pesante per Rocco Antonio Baglio a chiusura del processo “Teseo”, quello sugli appalti di Serra e l'allarme 'ndrangheta. All'ex soggiornante obbligato, considerato legato agli ambienti della criminalità organizzata di tipo mafioso, ieri il Collegio presieduto da Pier Luigi di Bari (e composto con gli altri giudici Federico Maria Meriggi e Andrea Scarpa) ha inflitto dieci anni di carcere per incendio, estorsione, corruzione e turbativa d'asta per fatti commessi tra il 2008 e il 2010.
Non c’è l’associazione a delinquere, ma è quasi il doppio dei sei anni chiesti dal pm Claudia Natalini. Al di là delle sfumature giuridiche, questa circostanza rende tutta la gravità delle vicende emerse nell'inchiesta che ha scombussolato Serra, portando anche al famoso blitz della Finanza in municipio del maggio 2011 e agli arresti del 2012.
La sentenza è stata letta in un'aula in cui si è rilevata la presenza di una folta delegazione del Presidio del Frignano di Libera, nonché del sindaco Roberto Rubbiani e dell’assessore Andrea Convenuti, mentre per la prima volta sono mancati tutti gli imputati.
Nello specifico, Baglio è stato condannato in primis per corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e turbata libertà degli incanti per gli appalti scolastici (ristrutturazione di Selva e riqualificazione delle aree esterne del polo di Serra) affidati alla ditta calabrese Restauro e Costruzioni e subappaltati alla fioranese Unione Group della famiglia Baglio, in virtù di un accordo collusivo con l'allora sindaco Luigi Ralenti. Il quale secondo l'accusa, quale contropartita, avrebbe avuto uno sconto di 80mila euro per l'acquisto di un appartamento nella palazzina che la stessa Unione Group intendeva costruire a Monte Salino (Montagnana). È evidente che se viene riconosciuto il ruolo di un corruttore, c'è anche un corrotto. Ma Ralenti è stato salvato dalla prescrizione, come per l'accusa di abuso d'ufficio in merito alla compravendita dei terreni di Berzigala (Selva), vicenda del 2007 per cui è stato prescritto il reato anche per Giordano Galli Gibertini.
La condanna è invece arrivata per Baglio perché, avendo precedenti, per lui la prescrizione aveva termine più lungo.
Baglio è stato condannato anche per gli incendi alla villa di Gibertini e le minacce, più la tentata estorsione con l'aggravante dell'uso di arma da fuoco, nei confronti di Andrea Rao. Dieci anni in tutto, più 2.600 euro di multa.
Condannati, sempre per incendio e tentata estorsione, i sodali Marcello Limongelli di Castellarano e poi di Sassuolo (tre anni e mille euro di multa) e il fioranese Salvatore Guarna (tre anni e due mesi più 1.200 euro).
Condannato anche Marco Cornia, ex presidente dell'Asd Football Club, per turbata libertà degli incanti (per essersi accordato per mandare deserti i primi bandi sul restyling dello stadio in modo da poter procedere con affidamento diretto) e per l’emissione di fatture false nel 2010. Un anno e 600 euro di multa per Cornia, ma con pena sospesa visto che è incensurato e gli sono state concesse le attenuanti. Comunque una beffa per lui: a differenza di Ralenti, Cornia aveva rinunciato alla prescrizione per poter dimostrare la propria innocenza.
Ma c'è anche un capitolo risarcimenti al Comune, costituito parte civile. Baglio e Cornia dovranno rifondere in solido tutte le spese processuali (12.477 euro più Iva e Cpa) e corrispondere 50mila euro di provvisionale in attesa della quantificazione del danno in sede civile. In più, il versamento di altri 25mila euro per il solo Baglio, per il quale viene disposta anche la confisca di 80mila euro di beni, nonché la revoca del condono concesso nel 2006 dalla Corte d'Appello per una sentenza del 2000 comportante altri 8 mesi di carcere.
Non c’è l’associazione a delinquere, ma è quasi il doppio dei sei anni chiesti dal pm Claudia Natalini. Al di là delle sfumature giuridiche, questa circostanza rende tutta la gravità delle vicende emerse nell'inchiesta che ha scombussolato Serra, portando anche al famoso blitz della Finanza in municipio del maggio 2011 e agli arresti del 2012.
La sentenza è stata letta in un'aula in cui si è rilevata la presenza di una folta delegazione del Presidio del Frignano di Libera, nonché del sindaco Roberto Rubbiani e dell’assessore Andrea Convenuti, mentre per la prima volta sono mancati tutti gli imputati.
Nello specifico, Baglio è stato condannato in primis per corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio e turbata libertà degli incanti per gli appalti scolastici (ristrutturazione di Selva e riqualificazione delle aree esterne del polo di Serra) affidati alla ditta calabrese Restauro e Costruzioni e subappaltati alla fioranese Unione Group della famiglia Baglio, in virtù di un accordo collusivo con l'allora sindaco Luigi Ralenti. Il quale secondo l'accusa, quale contropartita, avrebbe avuto uno sconto di 80mila euro per l'acquisto di un appartamento nella palazzina che la stessa Unione Group intendeva costruire a Monte Salino (Montagnana). È evidente che se viene riconosciuto il ruolo di un corruttore, c'è anche un corrotto. Ma Ralenti è stato salvato dalla prescrizione, come per l'accusa di abuso d'ufficio in merito alla compravendita dei terreni di Berzigala (Selva), vicenda del 2007 per cui è stato prescritto il reato anche per Giordano Galli Gibertini.
La condanna è invece arrivata per Baglio perché, avendo precedenti, per lui la prescrizione aveva termine più lungo.
Baglio è stato condannato anche per gli incendi alla villa di Gibertini e le minacce, più la tentata estorsione con l'aggravante dell'uso di arma da fuoco, nei confronti di Andrea Rao. Dieci anni in tutto, più 2.600 euro di multa.
Condannati, sempre per incendio e tentata estorsione, i sodali Marcello Limongelli di Castellarano e poi di Sassuolo (tre anni e mille euro di multa) e il fioranese Salvatore Guarna (tre anni e due mesi più 1.200 euro).
Condannato anche Marco Cornia, ex presidente dell'Asd Football Club, per turbata libertà degli incanti (per essersi accordato per mandare deserti i primi bandi sul restyling dello stadio in modo da poter procedere con affidamento diretto) e per l’emissione di fatture false nel 2010. Un anno e 600 euro di multa per Cornia, ma con pena sospesa visto che è incensurato e gli sono state concesse le attenuanti. Comunque una beffa per lui: a differenza di Ralenti, Cornia aveva rinunciato alla prescrizione per poter dimostrare la propria innocenza.
Ma c'è anche un capitolo risarcimenti al Comune, costituito parte civile. Baglio e Cornia dovranno rifondere in solido tutte le spese processuali (12.477 euro più Iva e Cpa) e corrispondere 50mila euro di provvisionale in attesa della quantificazione del danno in sede civile. In più, il versamento di altri 25mila euro per il solo Baglio, per il quale viene disposta anche la confisca di 80mila euro di beni, nonché la revoca del condono concesso nel 2006 dalla Corte d'Appello per una sentenza del 2000 comportante altri 8 mesi di carcere.
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