l’intervento
Comune, Caffè Concerto e l’“arte del baratto”
di Andrea Galli*
Breve discussione da bar il sabato mattina rivolgendosi a me mentre sono impegnato nella lettura dei quotidiani al bar Tiffany: “È uno scandalo che il Comune si faccia dare dei mobili dal Caffè...
3 MINUTI DI LETTURA
Breve discussione da bar il sabato mattina rivolgendosi a me mentre sono impegnato nella lettura dei quotidiani al bar Tiffany: “È uno scandalo che il Comune si faccia dare dei mobili dal Caffè Concerto invece di fargli pagare l’affitto dei muri; allora io, invece di pagare la colazione, porto uno sgabello da casa! Il Comune ne ha avuto un danno, bisogna ricorrere alla Corte dei conti!”. Cosa è successo? Il Comune, come è solito fare, ha fatto dei pasticci aggravati da una comunicazione sbagliata; ho provato a spiegare all’irato cittadino che un conto è la proprietà dei muri, del Comune (lui invece sosteneva fosse “dei Cittadini” buttando nella mischia anche farneticazioni sul caos Stadio/Caliendo sommando pere, mele e lucido da scarpe), un conto è la proprietà degli arredi, ovviamente del Gestore che per acquistarli credo abbia speso oltre un milione di euro, sotto l’occhiuto e defatigante controllo della Sovrintendenza. Riassumendo. Terminato il contratto di locazione, giustamente la gestione dell’immobile come bar/ristorante va a bando ed altrettanto giustamente il proprietario degli arredi ed attrezzature si dispone a smontare tutto quanto, qualora non dovesse risultare aggiudicatario della nuova gestione. Difficile da capire? Credo di no. Chi di noi, scaduto l’affitto di casa, se ne va lasciando al proprietario di casa i mobili per cui ha speso somme importanti? Il Comune in questo caso avrebbe dovuto fare il bando, rinviato già più volte, aggiudicarlo e, qualora l’aggiudicatario fosse diverso dall’attuale gestore dargli un tempo congruo per lo smontaggio, facendo al contempo presentare al nuovo aggiudicatario un suo progetto alla Sovrintendenza per l’approvazione preventiva e poi, dopo un probabile rimpallo di modifiche, lasciargli alcuni mesi (o anni? Visto come vanno le cose ...) per il montaggio. Facile prevedere una chiusura lunga del Caffé Concerto con tutte le conseguenze che possiamo immaginare. Il Comune, comprensibilmente, ha fatto una trattativa per acquistare detti arredi ed attrezzature per una cifra che non so valutare se congrua o meno; fin qui tutto chiaro e comprensibile ma, siccome il Comune le cose per il suo verso proprio non riesce a farle, invece di fare un chiaro contratto di acquisto spiegandone le motivazioni, lasciando inalterato il debito dei canoni che sarebbe poi stato compensato, ha fatto un assurdo ed unico “barter”, arredi ed attrezzature contro rate di locazione non pagate mischiando partite diverse. Il Comune, come un qualunque cittadino, può fare compensazioni per acquistare beni mobili o immobili o evitare cause; in questi casi però la chiarezza deve essere doppia, proprio per evitare incomprensioni o insinuazioni malevole da parte di cittadini non informati o di consiglieri comunali demagoghi ed impreparati pronti a sollevarsi al grido: Come!? Non paga l’affitto e lascia in cambio 4 mobili? È proprio vero che la madre dei “...” è sempre incinta; io stesso per aver spiegato una cosa molto semplice da capire mi prenderò critiche ed insinuazioni. Pazienza.
*capogruppo di Forza Italia.
*capogruppo di Forza Italia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
