Famiglia di profughi accolta in parrocchia
Padre, madre e tre bambini sono ospiti nella casa che fu delle suore nella canonica di San Michele
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È una storia dal sapore davvero natalizio: poco prima delle festività, esattamente come la sacra famiglia si trovò profuga e ospitata in terra straniera, alla parrocchia di San Michele, Unità pastorale Madonna del Carmelo, è arrivata una famiglia afghana in difficoltà e in cerca di ospitalità.
L’Unità pastorale intera si è mobilitata e si è fatta carico dell’accoglienza e della sistemazione, almeno inizialmente nella casa che fu delle suore presso la canonica di San Michele. Il padre lavora presso un’azienda zootecnica nella provincia di Reggio Emilia, la mamma con tre bambini vive a San Michele e tutta la famiglia sta gradualmente imparando l’italiano. Ad aiutarli nell’inserimento nella comunità sanmichelese e sassolese, c’è un bel gruppo di volontari costituito dai parrocchiani, che danno una mano soprattutto nella logistica e nell’apprendimento della lingua, in modo che gradualmente la famiglia diventi autonoma.
«Vediamo i tre bambini di questa famiglia un po' come i tre Re Magi venuti dall’oriente - dicono i volontari sul bollettino parrocchiale - del resto anche i magi non erano cristiani ma pagani».
L’arrivo di questa famiglia in fondo ha anche soddisfatto la richiesta che Papa Francesco aveva fatto già mesi fa: ovvero che ogni parrocchia ospiti almeno una famiglia di profughi. L’Unità pastorale di Pontenuovo in questo modo ha dato una risposta positiva e concreta all’appello del Pontefice. L’arrivo dei nuovi ospiti non ha destato alcuna protesta nella comunità e anzi, è bene sottolinearlo, la solidarietà nei loro confronti si è manifestata con una risposta crescente anche nel numero dei volontari che hanno messo a disposizione tempo e impegno per aiutare la parrocchia e la famiglia in difficoltà. (g.b.)
L’Unità pastorale intera si è mobilitata e si è fatta carico dell’accoglienza e della sistemazione, almeno inizialmente nella casa che fu delle suore presso la canonica di San Michele. Il padre lavora presso un’azienda zootecnica nella provincia di Reggio Emilia, la mamma con tre bambini vive a San Michele e tutta la famiglia sta gradualmente imparando l’italiano. Ad aiutarli nell’inserimento nella comunità sanmichelese e sassolese, c’è un bel gruppo di volontari costituito dai parrocchiani, che danno una mano soprattutto nella logistica e nell’apprendimento della lingua, in modo che gradualmente la famiglia diventi autonoma.
«Vediamo i tre bambini di questa famiglia un po' come i tre Re Magi venuti dall’oriente - dicono i volontari sul bollettino parrocchiale - del resto anche i magi non erano cristiani ma pagani».
L’arrivo di questa famiglia in fondo ha anche soddisfatto la richiesta che Papa Francesco aveva fatto già mesi fa: ovvero che ogni parrocchia ospiti almeno una famiglia di profughi. L’Unità pastorale di Pontenuovo in questo modo ha dato una risposta positiva e concreta all’appello del Pontefice. L’arrivo dei nuovi ospiti non ha destato alcuna protesta nella comunità e anzi, è bene sottolinearlo, la solidarietà nei loro confronti si è manifestata con una risposta crescente anche nel numero dei volontari che hanno messo a disposizione tempo e impegno per aiutare la parrocchia e la famiglia in difficoltà. (g.b.)
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