La Fondazione sott’accusa «Nessuna comunicazione»
I familiari degli altri alunni criticano l’assenza di una tempestiva informazione E nel quartiere aumenta la preoccupazione per le troppe pericolose presenze
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Dopo avere tirato un sospiro di sollievo visto che - ed è stata una pura casualità - i loro bimbi non avevano giocato con le siringhe, i genitori sono “scesi sul piede di guerra”.
Non con le educatrici che, dicono le mamme e i papà, «si sono subito dimostrate molto rammaricate e hanno dato immediatamente l’allarme chiamandoci». Ma con il Comune e i vertici della Fondazione “Cresciamo” della quale la scuola materna fa parte. «Siamo tutti molto arrabbiati - spiegano i genitori della Toniolo - dopo che ci è passata la paura per i nostri figli. Sa perché? La Fondazione da cui dipende l’asilo non ha dato alcuna comunicazione sull’accaduto decidendo solo, evidentemente, di comunicare con le famiglie dei tre bimbi coinvolti. Strano, visto che Cresciamo è spesso molto veloce quando è ora di sollecitare le rette, mandando mail a tutti. Mentre su un caso molto più grave come questo nessuna comunicazione. Ma si può operare così? Nessun problema invece con le nostre insegnanti».
Tuttavia tra i genitori c’è chi lamenta che la notizia del coinvolgimento dei bimbi sia stata tenuta molto sfumata, per non dire nascosta. Mentre c’è anche chi sostiene che sarebbe stata rinvenuta della sostanza stupefacente accanto alle siringhe.
Anche in giro per il quartiere le persone sono poco soddisfatte. «È una vergogna - spiega un nonno - io ho due nipoti e sono preoccupato e disgustato» mentre un altro spiega che «è ovvio che sia così visto che spacciatori e tossici sono padroni del parco XXII Aprile e via del Mercato è piena di prostitute tutte le notti». Sui social stessa preoccupazione condivisa. Nadia, ex insegnante, scrive: «Il problema c’è sempre stato per cui il personale ausiliario controllava i giardini degli asili. Questi controlli vengono ancora fatti con attenzione in zone così a rischio?». E Daniela chiede «dov’è la sicurezza?». Ieri l’amministrazione comunale si è messa in contatto con le famiglie dei bambini e il sindaco Muzzarelli, unitamente all’assessore Gianpietro Cavazza, si dice affranto. «È un fatto gravissimo - dice il sindaco - e siamo impegnati ancora di più in operazioni di sicurezza anche attraverso telecamere nelle zone a rischio. Basta una persona che va nella direzione sbagliata per creare problemi». (s.l.)
Non con le educatrici che, dicono le mamme e i papà, «si sono subito dimostrate molto rammaricate e hanno dato immediatamente l’allarme chiamandoci». Ma con il Comune e i vertici della Fondazione “Cresciamo” della quale la scuola materna fa parte. «Siamo tutti molto arrabbiati - spiegano i genitori della Toniolo - dopo che ci è passata la paura per i nostri figli. Sa perché? La Fondazione da cui dipende l’asilo non ha dato alcuna comunicazione sull’accaduto decidendo solo, evidentemente, di comunicare con le famiglie dei tre bimbi coinvolti. Strano, visto che Cresciamo è spesso molto veloce quando è ora di sollecitare le rette, mandando mail a tutti. Mentre su un caso molto più grave come questo nessuna comunicazione. Ma si può operare così? Nessun problema invece con le nostre insegnanti».
Tuttavia tra i genitori c’è chi lamenta che la notizia del coinvolgimento dei bimbi sia stata tenuta molto sfumata, per non dire nascosta. Mentre c’è anche chi sostiene che sarebbe stata rinvenuta della sostanza stupefacente accanto alle siringhe.
Anche in giro per il quartiere le persone sono poco soddisfatte. «È una vergogna - spiega un nonno - io ho due nipoti e sono preoccupato e disgustato» mentre un altro spiega che «è ovvio che sia così visto che spacciatori e tossici sono padroni del parco XXII Aprile e via del Mercato è piena di prostitute tutte le notti». Sui social stessa preoccupazione condivisa. Nadia, ex insegnante, scrive: «Il problema c’è sempre stato per cui il personale ausiliario controllava i giardini degli asili. Questi controlli vengono ancora fatti con attenzione in zone così a rischio?». E Daniela chiede «dov’è la sicurezza?». Ieri l’amministrazione comunale si è messa in contatto con le famiglie dei bambini e il sindaco Muzzarelli, unitamente all’assessore Gianpietro Cavazza, si dice affranto. «È un fatto gravissimo - dice il sindaco - e siamo impegnati ancora di più in operazioni di sicurezza anche attraverso telecamere nelle zone a rischio. Basta una persona che va nella direzione sbagliata per creare problemi». (s.l.)
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