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«Ora vogliamo chiarezza sui prescritti»

«Ora vogliamo chiarezza sui prescritti»

Serra, processo Teseo. Il legale del Comune Pina Di Credico: «Ma siamo soddisfatti per le condanne»

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SERRAMAZZONI. La sentenza sul processo Teseo che ha inflitto dieci anni a Rocco Antonio Baglio e pene significative anche ai suoi due sodali (Marcello Limongelli e Salvatore Guarna) e all’ex presidente dell’Asd Fc Serra Marco Cornia, ha premiato sicuramente il lavoro della Procura. Ma anche quello della parte civile, l’avvocato Pina Di Credico del Foro di Reggio, incaricata nel 2013 dall’allora commissario Carmen Castaldo di seguire per il Comune un processo che ha avuto un’istruttoria di mole eccezionale. Quattro anni che, se hanno portato alla prescrizione di diverse posizioni (tra cui quella dell’ex sindaco Luigi Ralenti a cui lei si era opposta), alla fine hanno consegnato un verdetto che ha pienamente confermato l’impianto accusatorio. Di qui la soddisfazione del caso: «È stato un processo complesso - sottolinea il legale - per i molteplici capi d’imputazione che spaziavano dai reati contro la persona a quelli contro la pubblica amministrazione, legati dal filo rosso della corruzione e del malaffare che si sono purtroppo insinuati nel Comune di Serra, contaminandolo. Ovviamente attendiamo le motivazioni della sentenza per la disamina degli aspetti tecnici, e per comprendere il ruolo che nella vicenda hanno avuto soggetti che oggi escono indenni grazie alla prescrizione. Ma possiamo sicuramente ritenerci soddisfatti, anche alla luce delle provvisionali riconosciute». A livello politico, soddisfazione dai 5 Stelle «per le pene severe stabilite per Rocco Baglio e i suoi sodali. Rimane però l’amarezza per l’intervenuta prescrizione del reato (“da ritenersi commesso fino al 2007” dice la sentenza) contestato all’ex sindaco Ralenti. Il Movimento da sempre si batte a livello nazionale per abolire la prescrizione. Il fatto che il procedimento a carico dell’ex sindaco sia stato prescritto, non permette di capire quali siano state le sue responsabilità. E questo è molto diverso dall’essere dichiarati innocenti». Rammarico su questo punto anche da Tomaso Tagliani, capogruppo di opposizione fino al 2012: «Sotto Ralenti il paese ha subito un colpo d’immagine tremendo da cui non si è più rialzato tanto che oggi Serra è piena di case da vendere. Io ho criticato molte cose all’epoca dei fatti, e ho subito anche minacce e offese. È amaro vedere come lui alla fine se ne esca con nulla, molti cittadini condividono questo sentimento. Cittadini che pagano tuttora il peso delle sue scelte amministrative, come per la vicenda di Casa Giacomone. E lui niente». (dm)

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