Incidenti con gli animali? Telefonate o scatta la multa
di Andrea Gilioli
Dopo le auto distrutte e i cinghiali uccisi nello schianto “Il Pettirosso” si mobilita «L’omissione di soccorso e la sottrazione sono punibili: già diverse denunce»
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«Avvertire sempre le autorità, e in particolare l’associazione “Il Pettirosso”, responsabile a livello provinciale per il soccorso degli animali selvatici e non, in ogni caso di incidente con cinghiali, lepri, volpi, cerbiatti e altri animali, anche se l’esemplare non è ferito ed è fuggito». È il perentorio e inequivocabile appello, che si rifà a precise disposizioni normative, provviste di sanzione, lanciato da Piero Milani dell’associazione “Il Pettirosso” dopo gli incidenti che hanno visto coinvolti alcuni cinghiali nei pressi di Sassuolo e le interminabili polemiche per la decisione della Provincia di ricorrere alle doppiette per ridurre il numero di ungulati sulla sponda sassolese del Secchia.
La necessità di chiamare Il Pettirosso, con una chiamata al 112 o direttamente ai numeri 3398183676 o 3393535192, reperibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, è infatti imposta dalla legge sia nel caso in cui vi sia un animale selvatico ferito sia nel caso in cui un veicolo rimanga coinvolto in un sinistro per aver evitato animali selvatici, poi fuggiti. Il mancato soccorso, in caso di animali feriti è infatti punito con una sanzione amministrativa compresa tra i 389 a i 1559 euro. Sanzione, da 78 a 311 euro, anche per chi non mette in atto ogni misura idonea per un tempestivo soccorso: è il caso, ad esempio, di chi non ha avuto l’incidente ma giunge subito dopo, o trova l’animale ferito sull’asfalto.
«Nel caso in cui l’animale fugga illeso - spiega Milani - si deve comunque chiamare, poiché vi è un pericolo per gli altri utenti della strada. Se non lo si fa è escluso a priori ogni risarcimento per l’incidente, causato indirettamente dagli animali selvatici».
Annoso, e fonte di polemiche, proprio il tema risarcimenti. In ogni caso, infatti, come ha ribadito nel 2000 la Corte Costituzionale, se sulla strada vi sono cartelli che segnalano il pericolo di animali selvatici vaganti, il risarcimento è negato. Solo in caso contrario l’automobilista può chiedere all’ente proprietario della strada (Anas, Comune o Provincia) il rimborso dei danni.
«Chi dovesse avere un incidente con animali - conclude Milani - non deve assolutamente prelevare il cadavere e non deve permettere a nessuno di portarlo via. Solo i membri autorizzati della nostra associazione o della Provincia e della Forestale, che devono farsi identificare, sono legittimati. Chi porta a casa un cinghiale morto o lo lascia prendere a chicchessia è punibile, penalmente, per furto ai danni dello Stato».
Già diverse, in materia, le denunce fatte partire dall’associazione per sottrazione di beni dello Stato, quali sono gli animali selvatici.
La necessità di chiamare Il Pettirosso, con una chiamata al 112 o direttamente ai numeri 3398183676 o 3393535192, reperibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, è infatti imposta dalla legge sia nel caso in cui vi sia un animale selvatico ferito sia nel caso in cui un veicolo rimanga coinvolto in un sinistro per aver evitato animali selvatici, poi fuggiti. Il mancato soccorso, in caso di animali feriti è infatti punito con una sanzione amministrativa compresa tra i 389 a i 1559 euro. Sanzione, da 78 a 311 euro, anche per chi non mette in atto ogni misura idonea per un tempestivo soccorso: è il caso, ad esempio, di chi non ha avuto l’incidente ma giunge subito dopo, o trova l’animale ferito sull’asfalto.
«Nel caso in cui l’animale fugga illeso - spiega Milani - si deve comunque chiamare, poiché vi è un pericolo per gli altri utenti della strada. Se non lo si fa è escluso a priori ogni risarcimento per l’incidente, causato indirettamente dagli animali selvatici».
Annoso, e fonte di polemiche, proprio il tema risarcimenti. In ogni caso, infatti, come ha ribadito nel 2000 la Corte Costituzionale, se sulla strada vi sono cartelli che segnalano il pericolo di animali selvatici vaganti, il risarcimento è negato. Solo in caso contrario l’automobilista può chiedere all’ente proprietario della strada (Anas, Comune o Provincia) il rimborso dei danni.
«Chi dovesse avere un incidente con animali - conclude Milani - non deve assolutamente prelevare il cadavere e non deve permettere a nessuno di portarlo via. Solo i membri autorizzati della nostra associazione o della Provincia e della Forestale, che devono farsi identificare, sono legittimati. Chi porta a casa un cinghiale morto o lo lascia prendere a chicchessia è punibile, penalmente, per furto ai danni dello Stato».
Già diverse, in materia, le denunce fatte partire dall’associazione per sottrazione di beni dello Stato, quali sono gli animali selvatici.
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