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Modenese dell'anno: vince Filippo Bassi. «Il mio preferito era Vasco Rossi...»

Modenese dell'anno: vince Filippo Bassi. «Il mio preferito era Vasco Rossi...»

Il ricercatore ha scoperto una qualità di grano che resiste nei terreni più aridi: «Il 2018 sarà l’anno della verità»

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MODENA. Una varietà di grano duro resistente alle alte temperature per sfamare milioni di persone, a cominciare da quelle che vivono nel bacino del fiume Senegal fino ad arrivare, in prospettiva, a tutte quelle africane colpite dalle carestie. È l’invenzione del modenese Filippo Bassi, 35 anni, che, insieme ad altri ricercatori, si è aggiudicato il Premio Olam 2017 per l'innovazione nella sicurezza alimentare. Una storia che vi abbiamo raccontato qualche settimana fa e che evidentemente è piaciuta ai modenesi, tanto da eleggere il protagonista, Filippo Bassi, come modenese dell’anno. Più di Vasco, più di Greg Paltrinieri. È questo il risultato del sondaggio online lanciato dal nostro giornale che ha totalizzato la bellezza di 6212 voti, 1870 sono andati a Filippo, che sul podio ha staccato Vasco quasi doppiandolo (1007 i voti totalizzati dal rocker di Zocca) e Gregorio Paltrinieri, terzo con 617 voti.

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Bassi, se lo aspettava?

«Non me lo aspettavo, ma nemmeno ci pensavo».

E invece?

«E invece mia madre e mia sorella hanno passato voce ad amici e conoscenti e così anche i miei amici che erano pronti a votare per Vasco, alla fine hanno votato per me».

Lei per chi avrebbe votato?

«Un amico mi ha parlato bene di Rachele Barbieri, la sua preferita, ma io ho scelto Vasco: è un personaggio che ha fatto tanto per Modena e a me piace molto».

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I suoi amici cosa le hanno detto in queste settimane?

«Da quando il mio lavoro è diventato pubblico devo dire che sono successe davvero cose inaspettate. Tornato a Modena per le vacanze di Natale tante persone, nel salutarmi, mi hanno anche fatto i complimenti per la ricerca. È stata una sensazione particolare. Anche se cosa più incredibile l’ha fatta mia zia di 93 anni».

Davvero?

«Mentre passeggiava con la badante nel parco teneva sotto braccio la Gazzetta con la mia foto in prima pagina e a tutti spiegava che ero suo nipote. Mi ha riempito di gioia, detto da lei - Bianca Cremaschi, staffetta partigiana - ha un valore immenso».

Il 2017 che anno è stato?

«Stupendo, ricco di soddisfazioni ed emozioni. Mi sono sposato, ho ricevuto un riconoscimento prestigioso, la ricerca funziona. Il 2018 si dovrà impegnare parecchio se vorrà superarlo».

Lei cosa chiede a questo 2018?

«Tanta pioggia», ride. «È l’anno in cui dobbiamo trasformare ciò che abbiamo scoperto in cibo e a Dakar comincerà la fase più dura: convincere gli agricoltori ad aggiungere una coltura diversa alla loro fattoria. Sarà l’anno della verità».

Viaggerà molto?

«Fino a quando le piante non cominceranno a crescere starò in Marocco. Poi India, Mauritania, Senegal, Algeria, Tunisia».

Un augurio per Modena?

«Che continui a crescere in operosità, sempre di più e sempre più bella». (d.b.)
 

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